«A Madrid non ci sarà mai asilo per i naufraghi»

da Madrid

Come se non bastassero gli attacchi del governo di José Luís Zapatero, l’ultima sortita da Madrid è arrivata dalle colonne del quotidiano El Pais, che ha usato le prime due pagine per spiegare perché l’Italia non sia un buon posto per gli zingari. Dal principale quotidiano di un Paese che critica l’Italia, ma poi non ha riguardo per gli immigrati arrivati sulle coste spagnole. Che attacca le decisioni di Roma su sicurezza e immigrazione, ma poi si comporta in maniera più dura.
Al punto che non ci sarà pietà per i clandestini salvati questa settimana al largo delle coste di Almería. I 34 sopravvissuti al viaggio infernale costato la vita ad almeno 15 compagni (di cui 9 bambini) non rimarranno in Spagna. Quando non si sono ancora sotterrati i cadaveri dei più di 30 clandestini morti questa settimana nelle traversate, il governo ha fatto sapere ieri che gli ordini di espulsione per i sopravvissuti sono già stati firmati. La spiegazione della Vicepresidenta María Teresa Fernández de La Vega non occupa più di mezza riga: «Non esiste asilo per i naufraghi».
La numero due dell'esecutivo Zapatero, ha espresso la sua «tristezza» per la tragedia delle quattro carrette del mare arrivate in settimana sulle coste andaluse e delle Canarie approfittando del bel tempo, ma ha anche assicurato che «non c'è pausa nella lotta contro l'immigrazione». L'unica eccezione è stata fatta per i naufraghi che hanno perso familiari nei tragici giorni di navigazione. Tra loro vi è una donna che ha sofferto un aborto alla trentaquattresima settimana di gestazione e i genitori dei nove bambini che sono stati buttati in mare dopo essere morti durante il tragitto.
Questi otto riceveranno la cittadinanza per «motivi eccezionali» e la Croce rossa si sta già occupando di loro. Per gli altri 50 (se si contano gli occupanti di tutti i barconi) il trasferimento ad un Cpt di Cadice è arrivato lo stesso giovedì. Lì aspetteranno l'irrevocabile espulsione. Del resto, solo nei quattro anni della sua prima legislatura, Zapatero ha espulso circa 400mila illegali dalla Spagna.
A rinforzare la implacabile stretta socialista sui clandestini è arrivato anche Celestino Corbacho, il ministro dell'Immigrazione divenuto famoso per le sue ripetute esternazioni sulla xenofobia dell'Italia. Il ministro ha applaudito ieri la proposta catalana di «segregare» i figli degli immigrati con problemi linguistici in centri non scolastici per un periodo di tempo sufficiente a imparare la lingua e la realtà locali. Nonostante l'iniziativa del governo socialista catalano vada contro il principio costituzionale che sancisce uguali diritti e doveri scolastici per immigrati e spagnoli minori di 18 anni, il Ministro non ha esitato a definire l'idea «una proposta coraggiosa».
Ma per gli spagnoli non basta: da un sondaggio pubblicato ieri da El Pais, si apprende che il 67 per cento non è soddisfatto delle politiche sull’immigrazione di Zapatero. E, dopo aver criticato quelle italiane, un 53 per cento degli intervistati vorrebbe per la Spagna «una mano più dura con gli immigrati. I socialisti la stanno usando, poi si lavano la coscienza criticando l'Italia.