Madrid, via al processo per la strage dell'11/3

Ventinove imputati sono chiamati a rispondere della morte di 191 persone e 1800 feriti nel più grave attentato mai avvenuto in Europa. L'accusa chiederà un totale di 270.885 anni di carcere

Madrid - Il processo per le stragi sui treni dei pendolari si è aperto a Madrid con la dichiarazione di non colpevolezza da parte di Mohammed «l'egiziano», l'uomo di al Qaeda arrestato e condannato in Italia per terrorismo. Ventinove imputati sono chiamati a rispondere della morte di 191 persone in uno dei più gravi attacchi terroristici mai compiuti in Europa. L'11 marzo del 2004 quattro ordigni fecero strage su altrettanti treni della linea utilizzata dai pendolari. Poche settimane più tardi gli autori materiali degli attacchi furono individuati e si uccisero facendosi saltare in aria in un appartamento di Madrid. Rabei Ousmane Sayed Ahmed, detto «l'egiziano», ha respinto le accuse e ha annunciato che non risponderà alle domande dell'accusa nè a quelle della difesa. «Con tutto il rispetto» ha detto in aula, «non riconosco alcuna della accuse che mi sono mosse e non risponderò a nessuna domanda» Arrestato il 7 giugno del 2004 in Italia e temporaneamente estradato in Spagna, fu riportato a Milano per essere condannato a 10 anni in quanto «influente membro di al Qaeda». In alcune intercettazioni telefoniche fatte dalle autorità spagnole si vantava che dell'operazione di Madrid come di un'idea sua. Secondo l'accusa avanzata dalla procura di Madrid, gli attentati che causarono più di 1.800 feriti furono opera di fondamentalisti marocchini ispirati da al Qaeda a colpire la Spagna perchè coinvolta nell'intervento in Iraq. Al processo, che si svolge tra rigide misure di sicurezza, saranno ascoltati 600 testimoni e un centinaio di esperti. Il verdetto non è atteso prima di ottobre.