La maestra Amish: «Così ho visto morire i miei bambini»

La scusa del killer per entrare a scuola: «Qualcuno ha visto la staffa del cavallo?»

Manila Alfano

«Non mi ha mai guardato in faccia, nemmeno per un istante, nemmeno per sbaglio. Il suo obiettivo erano solo i bambini». Per ricostruire la scena di quell'assurdo lunedì mattina Emma Mae Zook, l'insegnante amish di 20 anni, scampata alla strage, si aggrappa ai particolari. Ha mille domande che le ronzano in testa, chiude gli occhi e ancora quell'immagine fissa: Charles Roberts che entra in classe armato fino ai denti. Poi un insieme di immagini ed emozioni che si rincorrono velocissime: lo sguardo dei bambini, la fuga, il dolore. Le resta addosso la paura e quel suono secco di spari. Un tonfo al cuore. Gli investigatori cercano indizi, dettagli, e ancora elementi, anche se la dinamica ormai è abbastanza chiara a tutti. Charles Roberts, il lattaio che faceva affari con gli amish, suoi vicini di casa, lunedì mattina è uscito di casa con il suo piano organizzato in ogni dettaglio. Ha salutato la moglie, ha accompagnato i figli a scuola con lo stesso furgoncino su cui aveva caricato 600 proiettili, un fucile, un binocolo, una pistola, nastro adesivo, manette di plastica, candele, chiodi, carta igienica e assi di legno per sbarrare le porte dell'aula. Il lattaio si era immaginato la scena decine di volte. Aveva pensato ad un lungo assedio, per questo con sé aveva anche un cambio di biancheria. Era perseguitato dall'incubo di ricominciare a molestare i bambini come aveva fatto, venti anni prima, con due bambine di 3 e 5 anni. Roberts ha anche scritto alla moglie d'essere «arrabbiato con Dio», per quella figlia, Elisa, morta nove anni fa, appena nata.
La giovane maestra non sapeva nulla di tutto questo. Lei ricorda solo quei pochi attimi orrendi. È la prima testimone a raccontare la scena. «Erano da poco passate le 10.30. Me lo ricordo bene perché era finito da poco l'intervallo. Avevo portato i bambini in classe, avevamo appena iniziato la lezione di tedesco, sì, tedesco... grammatica. E poi è apparso lui sulla porta. Un cappello da baseball in testa, un paio di jeans. Una strana domanda: «Qualcuno di voi per caso ha visto lungo la strada una staffa a forma di u?». Non ha aspettato la risposta. Charles Roberts è andato al suo pick-up, si è armato fino ai denti ed è tornato in classe. «In aula con me, in quel momento, c'erano anche mia madre e altri miei familiari. Appena abbiamo visto che era armato siamo scappati a cercare aiuto». Dentro: 26 bambini terrorizzati e tre ragazzine tra i 14 e i 16 anni. Emma Mae Zook, la maestra, si è messa a correre più veloce che poteva. Ha bussato forte alla porta della fattoria di fronte alla scuola. «Ho fatto subito chiamare la polizia. Non sapevo cosa fare, mi sembrava la cosa più sensata in quel momento».
Roberts dava l’impressione di aver già scelto le sue vittime. L’uomo ad un certo punto ha detto: «Voi signore con i bambini potete andare». Sono uscite. La cognata di Zook Sarah, 23 anni era in classe con le figlie di di due anni e il bimbo dei suoi vicini di casa. Sua sorella, Lydia Mae e la sorella di Emma Ruth, di 16 anni sono andate via e hanno aspettato in giardino. Qualche minuto dopo hanno visto uscire i maschi. Da quel momento in poi Roberts avrebbe avuto tutte le sue prede a disposizione. I maschietti sono stati spinti alla porta, le bambine, con i piedi legati, sono state disposte contro la lavagna. Non appena si sono uditi i primi spari i poliziotti hanno sfondato le finestre. L'aggressore e due bambine erano già morti. Una terza bambina è spirata nelle braccia di un agente. Altre due in ospedale. «In classe non c'era una sedia o un tavolo che non fosse sporco di sangue», racconta una signora. A casa Roberts è andato un rappresentante della comunità: «La nostra vita è stravolta. Ma lo perdoneremo. Vi perdoneremo».