La maestra in lacrime: «Scusate, ho esagerato»

Vestiti semplici, viso appena ravvivato da una pennellata di fard, mai una frase o un comportamento sopra le righe.
A vederla così, proprio non si direbbe che sia lei la maestra dello scandalo, quella che insegna educazione sessuale in maniera troppo esplicita agli alunni di una quinta elementare dell'istituto Bollini di Novara.
Sposata e mamma di due bimbi di tre e cinque anni, è accusata da un gruppo di genitori di aver parlato di sesso, durante una lezione di scienza sul corpo umano, passando il limite dell'educazione e della decenza, scendendo in particolari considerati troppo forti per alunni di 11 anni. Quando i bambini hanno raccontato a mamma e papà quanto appreso a scuola sulla masturbazione ed il sesso orale, è scoppiata la rivolta.
«La maestra - hanno sottolineato i genitori durante un incontro con il direttore didattico - ha dimostrato gravi carenze dal punto di vista educativo. Il danno è fatto ma nessuno di noi vuole che i nostri figli abbiano ancora contatti con lei». Durante l'incontro con i suoi accusatori, l'insegnante si è sciolta in lacrime, spiegando di aver solo «applicato le direttive ricevute durante un corso dell'Asl» e di essere certa che «non va negata una risposta sulla sessualità, altrimenti si creano pericolose morbosità».
«Vi chiedo scusa - ha aggiunto - non credevo di creare problemi, ero sicura di essere nel giusto». Dopo lo sfogo si è sentita male ed è stata accompagnata a casa, a Trecate, dove resterà per almeno altri sette giorni su indicazione del suo medico. La maestra è al Bollini da tre anni, di cui uno trascorso in maternità e mai prima d'ora aveva fatto parlare di sé.
Adesso però alcuni suoi comportamenti vengono letti in maniera sospetta. «Certi argomenti possono essere affrontati a scuola - sottolinea una mamma - ma senza andare oltre il buon gusto». Parole inadeguate, spiegazioni troppo esplicite, vengono però contestate solo dai genitori di una delle tre classi della maestra, ed è anche su questo punto che si basa la difesa dell'insegnante novarese. Intanto l’intera vicenda è ora al vaglio del Provveditorato agli studi di Novara chiamato ad esprimersi in merito a un eventuale provvedimento disciplinare.