Maestre violente Ieri nel micronido un solo bambino

Gioia Locati

Il giorno dopo al micronido dei presunti maltrattamenti. Ore 16, uscita di scuola, il marciapiede di via Cesalpino 38 è affollato di genitori e nonni. Tutti commentano la brutta storia delle due educatrici «che hanno perso la testa». E avrebbero rinchiuso i piccoli (18 bimbi dai 18 mesi ai 3 anni) nello sgabuzzino buio. Non solo castighi anche urla e sculacciate. E a tavola venivano costretti a rimangiarsi il cibo quando lo sputavano. L’accusa è partita da una bidella - assente da scuola per malattia dal 24 novembre - che ha ripreso le punizioni scattando fotografie con il suo cellulare e il 20 dicembre si è rivolta alla polizia. Il tempo di fare le indagini e lunedì sono scattati i provvedimenti, il pm ha disposto il «divieto di dimora» per il reato di percosse. Ossia due educatrici su tre (entrambe sui 25 anni, una è laureata in psicologia, l’altra ha un diploma di assistente sociale) sono state allontanate dal nido. La terza avrebbe confermato i fatti.
Ed era proprio questa terza educatrice ieri nel mirino di molte mamme: «Mi preoccupa di più il fatto che una maestra abbia assistito a maltrattamenti simili senza denunciare nulla - ha detto Isa che è appena andata a prendere la sua bimba in un altro nido (precisa “comunale” e lo dice con un’aria sollevata) ed è qui ad aspettare il fratello più grande - e poi mi chiedo da quanto andavano avanti questi comportamenti?». «Una mia amica manda il figlio al nido qui - dice una signora bionda - e oggi, naturalmente, l’ha tenuto a casa. L’avrei fatto anch’io: era sconvolta». In effetti fra le 15.30 e le 16.30 dal micronido esce soltanto una nonna filippina con la piccola Natasha. Sorride: «La bimba non parla tanto bene - dice -. Viene volentieri qui, a parte le prime due settimane. Se le chiedo delle maestre mi fa vedere che se fa i capricci arrivano le “to to” sul sedere (fa il gesto della sculacciata)».
Ora sono quasi corali le voci delle mamme che si proclamano felici di «non essere state accettate in questo nido». La struttura occupa uno spazio al piano terra della scuola materna ed elementare di via Cesalpino. È uno dei 30 micronidi aperti in settembre, tutti sono gestiti dalla cooperativa novarese «La nuova assistenza». Perplessità sulla qualità del servizio erano state avanzate già nel mese di luglio dai consiglieri diessini: «Questi nidi sono stati aperti in fretta e furia utilizzando un infelice provvedimento regionale che abbassa gli standard - ha detto Marilena Adamo -. Spiace dire che era scritto nelle cose, non ricordo un episodio analogo nella storia dei nidi milanesi da sempre garanzia di qualità e di sicurezza». La Cgil accusa il Comune di aver perseguito la privatizzazione e il Sindacato di base chiede le dimissioni di Simini «per le gravi responsabilità della giunta che ha smantellato la qualità del servizio pubblico». L’assessore replica che «episodi come questi non si possono prevenire e che non c’entra nulla la professionalità delle educatrici. Il nome di una delle due maestre compare anche nella graduatoria comunale, è un segno che l’educatrice ha i requisiti. Anche un autista dotato di patente, se beve un litro di whisky, va fuori strada. Su episodi come questi (che al momento devono essere ancora verificati) si deve intervenire subito: la scuola in questo senso è come una casa di vetro, il presidio sociale è altissimo. Un indice che siamo intervenuti subito - ora al micronido ci sono due educatrici comunali esperte in problemi come questo - è dato dai bambini. Sono loro il termometro e non hanno accusato nessuno scompenso. Per Natale infatti le famiglie hanno fatto pure il regalo alle maestre».