Maestri col lutto al braccio Marsilio: «Da sanzionare»

(...) del prossimo 10 ottobre in striscioni calati in quasi tutta Roma, anche a piazza del Popolo, dalla terrazza del Pincio. La protesta, partita dalla Iqbal Masip, la scuola okkupata dai genitori e dalla direttrice Simonetta Salacone, che ha aderito alla stato di agitazione, si è estesa a circa settanta istituti. I papà e le mamme del Casilino sono in «sciopero permanente» in difesa del tempo pieno e del maestro unico, molti indossano magliette con slogan contro il ministro. «Temo per il futuro dei miei bambini: questo governo vuole un modello di scuola ormai superato», dice uno di loro. Vogliono «dare un segnale forte» e stanno anche raccogliendo le firme per una petizione contro il decreto ministeriale. «Critichiamo il ritorno al maestro unico - spiega la direttrice della scuola - si tratta di una decisione che ci farà tornare indietro di 30 anni». Trascorre così, tra le contestazioni, il ritorno tra i banchi degli alunni. Ad osservare in prima persona la riapertura dell’anno c’era anche l’assessore alle politiche scolastiche del Comune, Laura Marsilio, che ha visitato quattro elementari. «Per verificare che sia una giornata tranquilla», certo, come dice lo stesso assessore, ma anche per avere il polso della situazione. E quello che ha visto non deve essergli piaciuto. La giornata di lutto? «Un abuso di potere». Nessuna scusa per dirigenti e docenti: «Sono dipendenti ministeriali, per questo sono sanzionabili: mi auguro che l’ufficio scolastico provveda in tal senso. Utilizzare le istituzioni per far propaganda politica è un messaggio inopportuno da mandare ai ragazzi. Il primo giorno di scuola è sempre un giorno di festa e tale deve rimanere, strumentalizzarlo per altri fini vuol dire fare una violenza psicologica sui bambini». Lo stesso ministro Mariastella Gelmini trova «vergognoso che si strumentalizzino i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche». Dura anche Alessandra Mussolini (Pdl), presidente della commissione bicamerale per l’Infanzia: «I maestri che oggi si sono presentati nelle scuole listati a lutto hanno compiuto un gesto di violenza nei confronti degli alunni». «È difficile comprendere come la scuola possa essere formatrice di cittadini - commenta Luigi Camilloni, presidente dell’Osservatorio sociale - quando i suoi funzionari pubblici-educatori mettono in campo una protesta simile». «Proteste incomprensibili» anche per Ludovico Todini, consigliere comunale del Pdl.
In visita in alcune scuole anche l’assessore regionale all’Istruzione del Lazio Silvia Costa: «Ho registrato grande allarme fra insegnanti, famiglie e comitati di quartiere per le prospettive della riforma della scuola elementare e dei tagli agli organici. È evidente a tutti e desta grande preoccupazione che il modello sarà quello delle 24 ore settimanali e che, a partire dalle prime elementari del prossimo anno, per i bambini si prospetta una forte riduzione dell’offerta educativa».