Il maestrino Pisapia che ferma il traffico per educare la gente

L’assessore all’Ambiente di Milano Pierfrancesco Maran ammette: domeniche senz’auto inutili ma formative

«Le domeniche a piedi? Contro l’inquinamento non servono a nulla ma le facciamo lo stesso per educare i cittadini». Una volta richiusa la bocca spalancata davanti a tanta sfrontatezza, è il caso di sviluppare qualche riflessione di fronte a quest’impostazione logica della giunta comunale milanese, espressa per bocca del suo assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran.

In effetti domenica prossima ci sarà un blocco totale del traffico, coordinato con numerosi comuni dell’hinterland Milanese ed effettuato «in gemellaggio» con Roma: stop deciso con anticipo, senza emergenze gravissime, tant’è vero che sono già stati programmati altri stop per marzo, aprile e maggio, ovviamente senza poter sapere quali saranno le condizioni dello smog per quei giorni.

In effetti però a che serve saperlo? Tanto sono ormai tutti d’accordo che non vi è alcuna significativa evidenza di benefici sulle polveri sottili originati dalla sospensione del traffico, lo confermano sia il candido assessore Maran sia il nuovo ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che ha altre volte confessato che i blocchi «sono piuttosto incerti dal punto di vista dei risultati».

E allora? Di cosa stiamo parlando? Non abbiamo mai risparmiato critiche nemmeno alla giunta Moratti ma almeno si pensava ci fosse l’esimente della buona fede e che in effetti si pensasse di ottenere qualche risultato: se viene a cadere persino questa scusa il tutto diventa incredibile. Ma ci rendiamo conto che la limitazione dei diritti altrui per «scopi educativi» non è né logica né gratis?
Il pendio su cui portano a scivolare ragionamenti di questo tipo conduce a conseguenze pericolose.

Tralasciamo l’aspetto «tonnara fiscale» tale per cui si abbinano gli obblighi all’utilizzo dei mezzi pubblici con l’aumento sproporzionato (+50% il biglietto singolo) delle tariffe, con il risultato di convogliare i cittadini, come i tonni nelle reti, verso le casse del Comune guidato da Giuliano Pisapia, limitiamoci invece alla cultura del divieto. Sulla base di questo ragionamento la già conclamata invadenza dello Stato nella vita dei cittadini potrebbe non avere più freni: già ci sembra di vedere le utilissime «giornate al freddo» con multe pesantissime per chiunque osi accendere una stufetta, per educare i cittadini a stare vicini vicini sotto le coperte, oppure si potrebbero organizzare i «pranzi verdi» dove chi si azzarda a toccare una fettina si becca il suo bel verbale, necessario ad abituare il cittadino alle gioie della verdura.

A quel punto nulla impedirebbe, dato che ad esempio correre fa bene, di realizzare entusiasmanti «giornate al galoppo dove i vigili saranno sguinzagliati a multare chi non scatti come un maratoneta per la pubblica. Se la logica fa difetto a questi provvedimenti non dobbiamo poi pensare che siano gratis: si fa presto a vietare l’uso di alcuni mezzi di trasporto, tutti d’accordo, i bambini felici e altre scuse buone per ogni occasione, tuttavia le limitazioni alla mobilità costano, sia in termini immediati che come differimento del traffico negli altri giorni con aumento del traffico medesimo.

Quindi, adesso che la foglia di fico dell’effetto sulle polveri sottili è caduta, evitiamo almeno di bloccare le auto in giorni lavorativi quando, per i soliti motivi atmosferici, le polveri sottili ci saranno davvero. Nota a margine: la Domenica a Milano sarà allietata dall’allegro esercito di artisti della sinistra militante che hanno sostenuto la candidatura del sindaco Pisapia. A piedi e più propaganda per tutti, anche se non vuoi.
Twitter: @borghi_claudio