«Mafia, negli ultimi 17 anni mai misure così efficaci»

RomaSottosegretario Mantovano, avete fatto norme « razziali», «perseguite il consenso»: mai legge di questo governo sembra essere stata così criticata. Perché?
«L’opposizione al governo sia dentro che fuori il parlamento ha criticato quello che non c’è, o che comunque è stato chiarito e eliminato, come i medici spia, i prèsidi spia. E invece non si è occupata delle cose importanti, a cominciare dalle misure significative di contrasto alla criminalità organizzata».
Di mafia si è parlato poco, cosa cambia con la legge?
«Abbiamo introdotto misure che fanno di questo provvedimento qualcosa di equivalente alle norme introdotte nel ’92 dopo le stragi di mafia, ma allora furono necessarie delle tragedie perché il parlamento si svegliasse, ora grazie a Dio questa necessità non c’è stata».
Cosa si punta a colpire?
«Le collusioni tra mafia ed economia e tra mafia ed enti territoriali».
Perché mafia ed economia?
«Per il mafioso l’arresto è un incidente di percorso, come per un calciatore ledersi il menisco. Ma prendergli la villa all’interno del paese, il simbolo del suo potere e della sua arroganza e destinarla a una stazione dei carabinieri o a una scuola materna, è un segnale di riappropriazione del territorio da parte dello Stato. Quando ci saranno dei ritardi potrà intervenire il prefetto».
Come viene inasprito il carcere duro?
«Ci saranno norme di maggior rigore e si prevede la competenza esclusiva del tribunale di sorveglianza di Roma. Non ci saranno più regimi differenziati a seconda delle latitudini.E poi verranno colpiti i burocrati».
I legami tra colletti bianchi e mafia?
«La parte burocratica di un’amministrazione è spesso garante della continuità della collusione: il tecnico comunale che magari è il vero autore di lottizzazioni abusive».
Con una norma puntate a combattere l’omertà. Non è utopia?
«È una svolta culturale: l’obbligo per le grosse imprese che si aggiudicano appalti pubblici di denunciare il racket. La lotta alla mafia deve coinvolgere tutti. È una norma anche a favore della destinazione del denaro pubblico».
Per esempio?
«Se solo il 50% delle risorse destinate alla Salerno-Reggio Calabria fossero arrivate a destinazione, ora avremmo un’autostrada a otto corsie con distribuzione gratuita di coca cola ogni 500 metri. Invece la ’ndrangheta ha condizionato i lavori con le tangenti».
S’immaginava almeno un’astensione dalle opposizioni?
«Visto che le misure contro la mafia erano contenute in uno dei tre blocchi in cui era stato diviso il pacchetto, si poteva dare questo tipo di segnale. Invece la contrarietà è stata pregiudiziale».
Amarezza?
«C’è amarezza per la non conoscenza dell’importante passo che il parlamento ha fatto con queste misure: si inseriscono in un lavoro che è in corso da trent’anni, partito con La Torre, a cui hanno contribuito le intuizioni di Giovanni Falcone».
Perché avete introdotto il reato di clandestinità?
«Era un passaggio obbligato».
Perché obbligato?
«La direttiva rimpatri dell’Unione europea stabilisce che l’espulsione con riaccompagnamento è possibile solo sul presupposto di una condanna per un reato».
Quindi secondo l’ultima direttiva un clandestino anche se identificato, in assenza di reato, non poteva essere rimpatriato?
«Sì, avremmo dovuto consegnare il foglio di via che però come sappiamo è inutile, perché il clandestino da solo non se ne andrà mai».
In molti articoli compaiono aggravanti per chi commette reati contro i bambini
«Vorrei dire che il filo conduttore di tutto questo provvedimento è la tutela nei confronti dei più deboli, bambini e anziani».
E le ronde?
«Tutti coloro che sinora hanno svolto questo tipo di servizio in assenza di regole potranno continuare solo se il sindaco farà una richiesta al prefetto e solo se il prefetto, verificata la sussistenza dei requisiti, darà il via libera».