Mafia, presi i Lo Piccolo "Traditi" da un pentito 

La polizia ha catturato il capomafia Salvatore Lo Piccolo, ricercato da 25 anni, l'erede di Provenzano. Era insieme al figlio Sandro, a Carini, in una riunione tra boss

Palermo - I boss latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo sono stati arrestati a Carini. Salvatore era latitante da 25 anni, il figlio Sandro da &. Insieme ai Lo Piccolo sono stati arrestati dalla squadra mobile di Palermo, anche altri due latitanti, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi. Il primo è reggente di Brancaccio il secondo di Carini. Tutti inseriti fra i 30 maggiori ricercati d’Italia. I quattro sono stati arrestati in una casa di campagna a Giardinello, vicino a Carini. Erano impegnati in una riunione fra boss. La villa, usata da Lo Piccolo come sede di summit mafiosi e non come covo, era stata individuata grazie a indagini partite da un input offerto da Francesco Franzese, collettore del "pizzo" per conto dei Lo Piccolo e arrestato il 2 agosto scorso: subito dopo ha iniziato a collaborare con polizia e magistrati.

La cattura Circa quaranta agenti della sezione catturandi della squadra mobile hanno fatto irruzione nella villetta a Giardinello, nel Palermitano. I poliziotti hanno circondato la casa in cui si trovavano i quattro latitanti, che erano riuniti per una riunione in un garage. Erano tutti armati. I poliziotti hanno circondato l’edificio e hanno pure sparato alcuni colpi di arma da fuoco per bloccare Salvatore e Sandro Lo Piccolo, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi. Gli agenti della catturandi hanno seguito i due favoreggiatori (sono stati arrestati anche loro), che li hanno portati alla villetta. Qui è scattato il blitz. Nel covo sono stati trovati documenti, somme di denaro e armi. Tra le carte, numerosi "pizzini", i bigliettini usati dai boss per comunicare i loro ordini agli affiliati. Si tratta di messaggi sia in uscita, sia in arrivo.

Padre e figlio Durante le fasi concitate della cattura Alessandro Lo Piccolo, figlio del boss Salvatore, è uscito dalla casa in lacrime urlando più volte "Ti amo papà". I Lo Piccolo sono rimasti barricati per qualche minuto nella villetta dove era in corso un summit mafioso. Padre e figlio si sono arresi dopo che gli agenti hanno sparato alcuni colpi d’arma da fuoco in aria a scopo intimidatorio. Quando è stato arrestato Sandro ha ripetuto in lacrime quella frase: "Ti amo papà".

La pistola rubata alla polizia C’era anche una pistola rubata tempo fa alla polizia tra le 8 armi rinvenute nel covo dei boss mafiosi. Alcune armi erano con la matricola abrasa.

Le indagini Le indagini che hanno portato all’operazione che ha consentito l’arresto dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, di Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi, è stata condotta dai pm Nico Gozzo, Gaetano Paci e Francesco Del Bene. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo.

L'erede di Provenzano Il boss Salvatore Lo Piccolo, 65 anni, arrestato questa mattina dalla polizia insieme al figlio Sandro, di 32 anni, per gli inquirenti è il nuovo capo di Cosa Nostra. Dopo l’arresto di Bernardo Provenzano, infatti, avrebbe assunto il controllo dell’organizzazione criminale contendendo la leadership a Matteo Messina Denaro, boss latitante del Trapanese. Salvatore Lo Piccolo avrebbe scalato i vertici dell’organizzazione partendo dal suo mandamento, la borgata di Resuttana San Lorenzo, fino a controllare l’intera città di Palermo. Anche gli altri due capimafia catturati nell’operazione, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi, vengono indicati dagli investigatori come boss di prima grandezza. Adamo sarebbe il nuovo reggente del rione Brancaccio, tradizionale feudo di Cosa Nostra, mentre Pulizzi controllerebbe il paese di Carini.

La soddisfazione degli investigatori "Dopo l’arresto di Bernardo Provenzano adesso toccava ai Lo Piccolo e la polizia di Stato è riuscita a raggiungere questo risultato portando in cella anche altri due latitanti" dice il questore di Palermo, Giuseppe Caruso. "Eravamo sulle tracce dei boss già da tempo - afferma - e questo è un grande risultato, aver preso anche altri due latitanti importanti". "Siamo estremamente soddisfatti. I personaggi arrestati non sono solo latitanti ma capimafia che esercitavano il loro potere sul territorio" commenta il procuratore di Palermo Francesco Messineo. "Ci attendiamo adesso una serie di conseguenze positive di disarticolazione dell’apparato criminale - aggiuntge - e anche sul piano di possibili collaborazioni di imprenditori e commerciati, venuto meno il sostegno dei boss catturati. Un riconoscimento particolare - conclude Messineo - va alla polizia e alla grande professionalità dimostrata nel condurre questa operazione".

Anche Grasso applaude "Salvatore Lo Piccolo in questo momento era l’unico in grado di raccogliere l’eredità di Provenzano e quindi era il vertice di Cosa nostra palermitana e stava tentando la scalata al vertice dell’organizzazione" dice il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, che stamani si è complimentato con il capo della procura di Palermo, Francesco Messineo, per l’ottima operazione condotta dalla polizia di Stato. "L’eccezionale risultato - afferma Grasso - fa fare un grosso passo avanti nel contrasto a Cosa nostra". Il procuratore nazionale ha espresso felicitazioni al Capo della polizia, Antonio Manganelli, al questore di Palermo, Giuseppe Caruso e alla sezione Catturandi della Squadra mobile di Palermo.