Mafia, stralciata la posizione di Lombardo Si va verso l'archiviazione delle accuse

La procura di Catania stralcia le posizioni del presidente della Regione Sicilia e leader del Mpa e di suo fratello Angelo, indagati per concorso esterno in associazione mafiosa nell'inchiesta Iblis. Adesso è probabile una archiviazione delle accuse 

Catania - La Procura della Repubblica di Catania ha stralciato la posizione del presidente della Regione e leader del Mpa, Raffaele Lombardo, e di suo fratello, il parlamentare nazionale Angelo, dall’inchiesta Iblis in cui erano indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. Il procuratore di Catania facente funzioni Michelangelo Patanè ha avocato a sé l’inchiesta antimafia "Iblis" e ha stralciato le posizioni degli indigati. Del fascicolo erano titolari il procuratore aggiunto Carmelo Zuccaro e i sostituti procuratori Antonino Fanara, Agata Santonocito, Iole Boscarino e Giuseppe Gennaro. Per la gran parte dei restanti indagati, Patanè ha chiesto il rinvio a giudizio.

La decisione è stata adottata dai vertici dell’ufficio che hanno avocato il fascicolo ai quattro sostituti che invece avevano sollecitato la richiesta di rinvio a giudizio di 52 persone, compresi Raffaele e Angelo Lombardo, nell’ambito di un’inchiesta in cui erano affluite le indagini di carabinieri del Ros. L’avocazione dell’inchiesta e lo stralcio del presidente della Regione e di suo fratello sarebbero propedeutiche alla richiesta di archiviazione per entrambi.

"L’ipotesi di reato di concorso esterno non avrebbe retto in sede di giudizio" perché sul concorso esterno all’associazione mafiosa "fa giurisprudenza la sentenza di assoluzione della Cassazione nei confronti di Calogero Mannino". Lo si sottolinea in ambienti della Procura della Repubblica di Catania. Spiegando che la decisione di stralciare la posizione dei due indagati dall’inchiesta Iblis "è ovviamente figlia di una valutazione esclusivamente e meramente giuridica".