La mafia voleva uccidere un pm

La mafia foggiana aveva progettato di uccidere il sostituto procuratore di Foggia Giuseppe Gatti. È quanto emerge dalle indagini della squadra mobile che ieri ha smantellato un clan mafioso foggiano che - secondo l'accusa - imponeva il pizzo ad agenzie di pompe funebri della Capitanata. Gatti impegnato in indagini per reati contro la pubblica amministrazione, doveva essere ucciso nella stazione ferroviaria di Foggia, nel momento in cui arrivava in treno. Il progetto di attentato è stato rivelato alla polizia da un nuovo collaboratore di giustizia. Il magistrato è stato messo sotto tutela e ieri all’alba la polizia ha arrestato dieci persone tra presunti mafiosi e operatori di imprese di pompe funebri con l'accusa di aver imposto ad altre imprese un pizzo di 500 euro per ogni funerale e l'obbligo si subappaltare alcune pratiche a società controllate dai mafiosi.