Le magagne del trasporto pubblico tra ritardi e disservizi Desideri (Lista Storace) snocciola i dati del caos, mentre Met.ro. e Trambus siglano «accordi strategici»

Su gomma, ferro o lungo il Tevere, il trasporto pubblico locale a Roma continua a fare acqua. Ritardi e disservizi sono all’ordine del giorno, e la situazione non cambia per quanto il sindaco Walter Veltroni, con parole e soprattutto con slogan, dalla «cura del ferro» in poi, sostenga che i mezzi pubblici sono migliori rispetto a cinque anni fa. Che si tratti probabilmente del punto più debole di questa amministrazione ne è cosciente anche l’opposizione. Non è un caso che il candidato sindaco della Cdl, Gianni Alemanno, già nella conferenza stampa di presentazione, lo scorso 22 aprile, abbia rimarcato la cattiva gestione delle aziende di trasporto capitoline, peraltro moltiplicate a dismisura anche nel numero in questi ultimi anni. Eppure queste ultime vanno avanti come se niente fosse, annunciando anzi «sinergie» e «alleanze strategiche»: l’ultima ieri, tra Trambus e Met.ro. Accordi che, se non sull’asfalto o sui binari almeno sulla carta, promettono mirabolanti miglioramenti dell’efficienza del sistema di trasporto della capitale. Che, nel frattempo, continua a mettere a durissima prova la pazienza dei cittadini.
Ieri, per esempio, è stata «una giornata da dimenticare per gli utenti del tratto urbano della ferrovia regionale Roma-Viterbo», che appunto è gestito da Met.ro. Sulla linea che collega piazzale Flaminio a Montebello, come racconta il capogruppo in Regione della Lista Storace, Fabio Desideri, ormai «specializzato» nel prender nota delle scadenti performance del trasporto pubblico locale. «L’azienda - rivela Desideri - ha cancellato ben 38 corse, a quanto pare per mancanza di personale come è già avvenuto la settimana scorsa sulla Roma-Pantano. A questo punto appare chiaro come quel tratto della Roma-Viterbo sia soggetto a problematiche strutturali: le disfunzioni del servizio sono infatti costanti e creano disagi quasi quotidiani agli utenti della linea».
Desideri, oltre a sottolineare i problemi endemici dei tram (in particolare l’8, attualmente «sospeso» e sostituito da un bus lungo la circonvallazione Gianicolense, e il 3, la cui linea è stata «accorciata» di diversi chilometri e senza apparenti motivi), spiega che la lista Storace «ha presentato un’interrogazione urgente al presidente Piero Marrazzo e all’assessore regionale ai Trasporti Fabio Ciani». La lista dell’ex governatore, infatti, ha già effettuato due monitoraggi. «Il primo, dal 28 gennaio al 3 febbraio scorso, rivelò 58 corse saltate e un incidente. Il secondo, dal 1 al 7 aprile, 54 corse soppresse», racconta il capogruppo, che sottolinea come in entrambi i casi «dall’azienda che gestisce la linea, la Met.ro., non è arrivata nessuna nota di giustificazione o di scuse nei confronti dei cittadini».
Desideri e la Lista Storace ripropongono dunque le due domande già rivolte - invano - all’azienda di trasporto: «La prima: Met.ro. paga delle penali per le continue disfunzioni al servizio? La seconda: i cittadini, costretti ad attendere un treno che non arriverà mai, vengono in qualche modo risarciti?».
Ed è sempre Desideri che denuncia il «flop» organizzativo dei trasporti nell’area di San Giovanni la sera del primo maggio per il «dopo-concerto». Secondo l’esponente della civica, c’è stato caos al termine dello spettacolo «a causa delle tre ore di buco dei mezzi pubblici, dalle 21 alle 24, e tenendo presente che a mezzanotte il servizio era “notturno”, quindi ridotto e forse non in grado di sostenere il milione di persone contato dal centrosinistra». Tra gli elementi che hanno contribuito a complicare il deflusso, secondo Desideri, anche le tanto decantate «paline intelligenti» che «a quanto sembra, non fornivano informazioni utili agli utenti». «Gruppi di persone non certo di buon umore - racconta il capogruppo della Lista Storace - pare abbiano preso d’assalto bus fuori servizio, sulla strada dei depositi, cercando di salire comunque».
Ma nonostante gli insuccessi della politica capitolina dei trasporti, ieri Trambus ha siglato in pompa magna proprio con Met.ro. un «Accordo di politica industriale» che prevede «sinergie in particolare per il polo manutentivo, acquisti on-line, personale e sistemi informativi allo scopo di ridurre i costi e ottimizzare i processi produttivi» tra l’azienda di superficie e quella di profondità.