Via Maggianico, dormitorio rioccupato

Ancora un’occupazione firmata dai centri sociali. Che, ieri mattina, alle sette in punto, hanno nuovamente preso possesso del dormitorio di via Maggianico. Quello che appena due settimane fa era stato sgomberato dalle forze dell’ordine dietro richiesta del Comune. Occupazioni abusive per denunciare la questione dei senza tetto, che in verità ha già trovato una pronta risposta da parte dei servizi sociali di Palazzo Marino. Ma per gli autonomi quel servizio non funziona. Motivo più che valido per rioccupare quell’edificio e rilasciarlo nel giro di tre, quattro ore dichiarando che «si tratta di «un gesto simbolico di solidarietà verso i senza tetto che da lì erano stati sfrattati».
E anche se l’episodio si è esaurito in tempi rapidi, la polemica in merito all’occupazione del centro di accoglienza che sembrava essersi conclusa ora si riapre. A rialzare i toni ci pensa Daniele Farina, consigliere comunale di Rifondazione: «Il caso politico esiste e il Comune non è riuscito a rispondere strutturalmente al problema. Testimonia che a Milano c’è la necessità di un secondo polo di accoglienza per i senza tetto dopo quello di viale Ortles».
Situazione che, secondo Farina, si è aggravata per molti senza tetto dopo lo sfratto da via Maggianico: «Quelli che risiedevano nel centro prima del 22 aprile sono stati sistemati, gli altri ancora no». Valutazione che dagli uffici del settore Servizi sociali del Comune viene decisamente respinta: per tutti gli ex occupanti illegali di via Maggianico è stato trovato un tetto.
Ma il caso Maggianico non sembra comunque destinato a sgonfiarsi. Anzi, si aggrava e si moltiplica. Infatti, quanto avvenuto ieri non è stato solo un atto di protesta ma l’ennesima sfida alle regole della convivenza civile.