A maggio un assalto all’università Statale

Nello scorso mese di maggio venti animalisti si infiltrarono illegalmente, mascherati, in un laboratorio dell’università Statale di via Vanvitelli 32, sede del dipartimento di Farmacologia, Chemioterapia e Tossicologia. Dopo aver minacciato e strattonato i presenti, se ne andarono con 15 cani di razza beagle, usati per la ricerca cosmetica, ma soprattutto con i conigli «numero otto, nove e dieci», tre animali «ammalati» di vaiolo. «Ora non vorrei creare eccessivi allarmismi - spiegò al tempo il professor Francesco Clementi - ma i conigli vanno trattati con estrema attenzione. Se vengono toccati, grattati, liberano il virus che sta sottopelle. Pertanto se successivamente ci si sfiora, le aree toccate possono sviluppare varie forme infettive». Nel caso della pelle, potevano causare l’insorgere di bolle e pustole, la cui cura, a dispetto della facilità di medicazione, poteva lasciare delle grosse cicatrici.