Il Maggio riparte con Muti e spot

Piera Anna Franini

da Milano

Un anno nero. Prima il tracollo sotto il peso di un grave deficit, quindi sei mesi di commissariamento, e la decisione dei dipendenti di tirare la cinghia rinunciando a una parte degli emolumenti per salvare il salvabile. Nomina, in marzo, di un nuovo sovrintendente, Francesco Giambrone e amara chiusura di stagione, il 24 giugno, con il tradizionale concerto dedicato alla città cancellato per sciopero. Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, fresco della terza tournée in Giappone, e con qualche rassicurazione in più dagli sponsor di sempre, punta al riscatto. Gioca la carta del settantesimo compleanno del suo festival (24 aprile-30 giugno): il più antico d’Italia. Il tutto preceduto dalla stagione d’opera e di concerti d’autunno al via giovedì con il direttore musicale Zubin Mehta in un programma mahleriano.
Un cartellone, di stagione e di Festival, dove non mancano nomi di richiamo, Barenboim, Bashmet, Kavakos, Muti, Ozawa, Tate e progetti innovativi, vedi la prima assoluta di Antigone di Ivan Fedele, il rientro operistico, a Firenze, di Muti con Orfeo e Euridice di Gluck, L’anello del Nibelungo di Wagner. Un rilancio che Giambrone marchia con lo slogan «musica per tutti». Spunta l’iniziativa rivolta ai giovani di un carnet di cinque biglietti, dieci euro ciascuno, che dà accesso a qualsiasi spettacolo. Sempre del soprintendente l’idea di affidarsi a una campagna pubblicitaria che si rifà agli standard di lancio dei più noti prodotti di largo consumo. Una campagna con auto personalizzate che sfrecceranno a Firenze tra loghi e slogan coniati per il Maggio. E ancora, spot radiofonici che aderiscono a questa nostra epoca della comunicazione enfatica, e quindi vai con lo «strepitoso», «imperdibile», «magnifico», un breve il classico repertorio d’aggettivi alla Pupo e affini.
La città sta per essere tappezzata di gonfaloni, stendardi e manifesti vari con faccioni di teenager che hanno onorato ampiamente la tecnica del piercing, così come l’immagine di una giovane donna dalle pose alla Lilli Gruber e il fascino delle Colazioni di Audrey Hepburn, ironizza sulle vanità del mondo della classica. Presteranno voce e volto alla campagna, personaggi chiave del mondo della musica ospiti al Maggio e pure personalità-simbolo della realtà fiorentina. Un tipo di campagna che gli esperti di settore qualificano come unica e sperimentale ma che, a dire il vero e secondo i budget e le sfumature del caso, è assunta anche da altri enti del pur vecchio mondo musicale. Sugli effetti, stiamo a vedere.