Maggio rovente, serve un acquazzone

In cauda (Diaboli) venenum. A soli 90 minuti dalla fine della stagione, è successo (e sta ancora succedendo) di tutto e di più. Anzi, di troppo. Fra allenatori nel pallone, dirigenti con un diavolo (ancora) per capello (si fa per dire...), tifosi fra il commosso (per il Maldini Day) e l’incazzato (per la sconfitta) uno spettro si aggira per l’Europa del Milan: quello dei Preliminari. Questo maggio rovente, vacanziero, ne concilierebbe ben altri, di preliminari, quelli da svolgere, in dolce compagnia, sulle spiagge o nelle pinete, lontani da occhi indiscreti. Invece, di fronte a milioni di occhi tutt’altro che indiscreti, siamo qui a sperare che Gilardino, domenica prossima, confermi di essere il ciccatore di gol rivisto ieri a Lecce.
Perché se la Fiorentina vincerà con due gol di scarto, lo spettro diventerà un buttafuori in carne e ossa, e darà un calcio nel didietro collettivo a chi coltivava sogni di gloria. Partirebbe, allora, la tiritera già sentita, per esempio, in occasione del mancato acquisto di Ibrahimovic: i mancati introiti Champions, le incertezze sull’intera stagione, il prestigio intenazionale... Insomma, la puzza di bruciato è sempre più acre. Vuol dire che sotto il fumo c’è anche l’arrosto. Qualcuno sfrigola sulla graticola da mesi, qualcun altro si è bruciato da solo, e il cuoco sta esagerando con il pepe. Ci vorrebbe un bell’acquazzone estivo, di quelli che rinfrescano l’aria per qualche ora. O, almeno, per 90 minuti. Gli ultimi.