La maggioranza assenteista e snob sul precariato

Non si discute di precariato in aula Giulio Cesare. La maggioranza capitolina ieri non è riuscita a portare in aula un numero sufficiente di consiglieri per far incominciare la seduta straordinaria sul precariato.
Al quarto appello, effettuato alle 16.30 (il consiglio era convocato per le 15) i consiglieri in aula sono 27. La maggioranza risulta priva di 13 consiglieri sul totale di 38. E poco conta il fatto che parte dell’opposizione, per sottolineare il vuoto negli scranni del centrosinistra, decida di uscire dall’aula. La maggioranza avrebbe i numeri sufficienti per far comunque aprire il consiglio. Ma ieri molti di loro non si sono presentati. La seduta quindi non ha nemmeno inizio. Parlano di un «fatto grave» gli stessi esponenti del centrosinistra. Fabio Nobile, capogruppo del Pdci, aggiunge che «il fatto che la maggioranza abbia disertato la seduta va approfondito». Così come va fatta luce «su certe dichiarazioni fatte prima del consiglio». Il riferimento di Nobile è all’accordo sulle stabilizzazioni dei precari siglato lunedì fra le organizzazioni sindacali e il Comune. Senza un coinvolgimento dell’Aula. «La firma di quell’intesa - dichiarano Adriana Spera e Pino Galeota, del Prc - rappresenta un grave sgarbo istituzionale e politico nei confronti del consiglio stesso». Soprattutto in virtù del fatto che la seduta straordinaria sul precariato era stato richiesta da oltre tre mesi e sempre rinviata. La Spera e Galeota, sottolineano anche che è vero che «l’Aula non ha più competenza diretta sul personale, ma mantiene comunque funzioni di indirizzo e controllo che si sommano a quelle piene sul bilancio e per questo il consiglio dovrà ratificare le spese conseguenti all’accordo. Il metodo seguito pone delle questioni politiche».
Anche Luca Malcotti, consigliere di An, punta il dito su l’accordo firmato lunedì. «È evidente - puntualizza - che la maggioranza capitolina si sta prodizzando: è allo sbando, confusa e divisa». Ma per Malcotti, le assenze della maggioranza non si spiegano solamente con il clima natalizio, sotto c’è un problema politico: dopo tre mesi di attesa di questo consiglio, l’amministrazione ha chiuso l’accordo sul precariato 24 ore prima del consiglio tematico, svuotandolo di fatto di ogni significato. Qualche consigliere si è sentito preso in giro e ha preferito non venire».
Sulle assenze in aula dei consiglieri della maggioranza, Michele Baldi, capogruppo di Fi, lancia ironicamente la sua proposta: «Visto che non riusciamo ad avere la loro presenza alle dieci di mattina e visto che non si presentano in consiglio per dibattere un tema importante come il precariato nel pomeriggio, perché non istituire una specie di Notte Bianca del Consiglio Comunale?». Per Baldi questa sarebbe l’unica possibilità per «vedere la sinistra fare il proprio dovere in aula Giulio Cesare».