La maggioranza battuta in aula 5 volte Il forfait dei Responsabili aiuta Pd e Idv

RomaCi sono le scorie del primo turno delle amministrative ancora da smaltire. Ma anche la vicinanza del ballottaggio che spinge molti parlamentari a disertare l’aula per lavorare sul territorio. Una miscela che provoca una serie di votazioni dall’esito impazzito con la maggioranza che incassa cinque sconfitte in una giornata. Scivoloni che si verificano quattro volte al mattino su mozioni presentate da Fli, dal Pd e da Idv sulla situazione carceraria. La quinta volta la debacle si consuma per tre voti su un ordine del giorno di Augusto Di Stanislao dell’Idv in merito alla ratifica della Convenzione di Oslo sulla messa al bando delle munizioni a grappolo. Viene, invece, rinviato a data da destinarsi l’esame in Aula della Camera del disegno di legge sul biotestamento, provvedimento delicatissimo dal punto di vista politico e atteso come una sorta di redde rationem nell’opposizione dove i cattolici sono pronti a eludere le indicazioni dei gruppi per unirsi in un voto trasversale.
Le sconfitte in serie che la maggioranza incamera in aula accendono, ovviamente, la fantasia dell’opposizione che cerca in tutti i modi di accreditare la tesi di una spaccatura interna al centrodestra. In molti puntano il dito contro i Responsabili visto che è tra le fila del neogruppo nato a sostegno del governo Berlusconi che si registrano le assenze più consistenti. Nel gruppo di Scilipoti & co. gli assenti sono ben 12 su 29, tra i quali Francesco Pionati, impegnato in un appuntamento elettorale in Campania, Maria Grazia Siliquini, il neoministro Saverio Romano, Arturo Iannacone, il neoconsigliere economico del premier, Massimo Calearo. In realtà mancano all’appello molti membri dell’esecutivo ma anche 16 deputati del Pdl, due dell’Mpa e due della Lega. Non c’è, insomma, nessuna diserzione organizzata tanto più che il tema non è certo di quelli sensibili dal punto di vista politico.
L’opposizione, però, prova in tutti i modi ad accreditare la tesi di una maggioranza agli ultimi giorni di Pompei. L’Idv, con Massimo Donadi, azzarda ad esempio un improbabile rapporto di causa-effetto con il voto amministrativo: «Si vedono i primi effetti dello tsunami di domenica: dopo la botta elettorale la maggioranza evapora in Parlamento. Si capisce che tira una brutta aria dalle parti del centrodestra». «Maggioranza battuta al primo voto dopo le elezioni. Non male» attacca Dario Franceschini. A smorzare l’importanza dell’infortunio parlamentare Angelino Alfano che definisce quanto accaduto alla Camera un «normale ritardo post voto, normale rilassatezza post competizione elettorale. Non si tratta di leggi ma di mozioni e compatibilmente con le disponibilità di bilancio farò di tutto per adempiervi». «Non c’è nessun motivo politico», replica a sua volta, Massimo Corsaro. «C’è gente in giro, c’è gente distratta dalla campagna elettorale per i ballottaggi».
Sono, soprattutto, i Responsabili però a sottrarsi dalle accuse in maniera decisa. «Non c’è assolutamente nulla di voluto» dice il presidente dei deputati di Iniziativa responsabile, Luciano Sardelli. «Alcuni si trovavano nei ministeri di competenza. Altri due sono malati e altri hanno avuto normali contrattempi. Io non ho trovato posto con la macchina. Vede? Ho anche il tagliando del parcheggio Ludovisi che lo dimostra». Una posizione sposata anche da Silvano Moffa. «Ogni volta si butta la croce addosso ai Responsabili. Voglio ribadirlo: le assenze di oggi non hanno alcuna valenza di natura politica. Anzi ora abbiamo un motivo in più per affrontare quella riarticolazione del centrodestra in base ad un sistema bipolare». Dentro il gruppo, in realtà, alcuni movimenti sono all’orizzonte. C’è il neodeputato Roberto Marmo che sembrava inizialmente destinato ai Responsabili che, dopo aver incontrato Denis Verdini, opta per quello del Pdl. Elio Belcastro, vicesegretario di Noi Sud - una delle formazioni «federate» - annuncia a sua volta la sua uscita da Iniziativa Responsabile. «Stiamo lavorando a un nuovo progetto per costituire in tempi brevi un nuovo gruppo parlamentare, ma non c’è nessuno strappo, noi continuiamo a sostenere il governo e con me - spiega - verranno perlomeno altri sei o sette, tra cui anche alcuni esponenti del Pd. Il gruppo - aggiunge Belcastro - si chiamerà semplicemente Sud».