La maggioranza condanna Caruso, poi gli obbedisce

Il ministro Damiano annuncia "profonde correzioni alla legge Biagi, anche oltre il protocollo siglato con sindacati e industriali". Il titolare del Lavoro sconfessa il deputato del Prc: "Prepara un autunno di odio". Ma assicura alla sinistra radicale altre misure in sintonia con il suo elettorato

Roma - Il governo introdurrà altre «profonde correzioni» alle legge Biagi. E questo succederà già in settembre, quando il Protocollo sul welfare sarà tradotto in un testo di legge. Ma soprattutto dopo. Perché «abbiamo ancora tre anni di legislatura e il Protocollo è solo una tappa». A delineare i progetti del governo in tema di lavoro è stato il ministro Cesare Damiano in un’intervista nella quale l’esponente Ds ha attaccato duramente il deputato no global Francesco Caruso, ma ha anche lasciato intendere che il punto di equilibrio raggiunto con Cgil, Cisl, Uil e Confindustria sarà sacrificato alla politica e quindi spostato più a sinistra.

Netta la condanna del deputato che ha dato degli «assassini», salvo poi fare marcia indietro, a Marco Biagi e Tiziano Treu. «Le parole di Caruso non preparano un autunno caldo, ma di odio», ha sostenuto il ministro del Lavoro. A Damiano non è piaciuto il sostegno a Caruso proveniente da settori della maggioranza: «Preoccupante». E ha invitato i partiti a sinistra dei Ds a fare la loro parte, «prendendo nettamente le distanze» dal politico nato nei centri sociali, ma anche riconoscendo quello che ha fatto il governo in campo sociale. In cambio Damiano ha riconosciuto che l’applicazione del programma è «graduale» e quindi che Rifondazione comunista, Pdci e Verdi si devono aspettare altre misure in sintonia con il loro elettorato.

Non la cancellazione del Pacchetto Treu, le leggi varate dall’attuale responsabile Lavoro della Margherita quando era ministro non saranno toccate. Nel programma elettorale dell’Unione non è contemplata l’abolizione del pacchetto e inoltre, sottolinea Damiano, «io lo condivido». Nel programma, ricorda ancora Damiano, è invece previsto il «superamento» della Biagi, che lo stesso ministro ha ricordato di avere applicato quando ha dato «un giro di vite ai call center dove si abusava del lavoro a termine». Quindi nella riforma «ci sono parti buone e parti cattive». Ma la strada a modifiche più profonde rispetto a quelle concordate con le parti sociali è aperta. «Supereremo la Biagi anche con profonde correzioni» quando il Protocollo sarà archiviato. E prima ancora, visto che quando sarà tradotto in legge «chiariremo alcune cose».

Nei piani del governo c’è un’ulteriore stretta nell’applicazione della normativa sui contratti a termine. Oltre i 36 mesi il contratto «dovrà essere un’eccezione motivata e sorveglieremo sull’applicazione» della norma.

Che la Legge Biagi continuerà ad essere il terreno di scontro (e di scambio) tra le due anime del governo, è confermato dal direttore di Liberazione Piero Sansonetti che, dopo aver condannato Caruso, ha fatto propri gli argomenti lanciati dallo stesso deputato antagonista. Dice che in Italia ci sono due destre, una all’opposizione e l’altra dentro il centrosinistra. Ma la sinistra radicale, spiega, può prevalere, tutto «dipende da come saprà muoversi», soprattutto «sulla lotta al precariato, cioè nella battaglia per far saltare il progetto di Confindustria». E ottenere dal governo «che sostituisca la legge Treu e la legge 30 (la Legge Biagi, ndr), che sono organiche a quel modello». In sostanza, man mano che il caso Caruso perde di intensità, si rafforza la tesi di quella parte di Rifondazione comunista - da Giovanni Russo Spena a Lidia Menapace - e del Pdci - in particolare Marco Rizzo - che chiede un ulteriore irrigidimento della sinistra radicale sui temi del lavoro.

La manifestazione annunciata per ottobre si conferma come il momento della resa dei conti. Un primo risultato, con le aperture di Damiano a «profonde correzioni», questa parte di maggioranza lo ha ottenuto. E ora comincia un nuovo braccio di ferro.