«Maggioranza in crisi irreversibile»

Marcello Viaggio

La crisi istituzionale alla Pisana è sempre più aspra. Dalle dimissioni di Foschi dalla commissione Roma Capitale a quelle di Antonietta Brancati dagli Affari internazionali. Per finire con le accuse di Nieri: sciogliamo le commissioni che non si riuniscono. E ieri è di nuovo mancato il numero legale. Ne parliamo con Alfredo Pallone, capogruppo di Forza Italia.
Pallone, la maggioranza non c’è più...
«Parlano i fatti. Ieri la legge sull’agriturismo, molto importante per l’agricoltura laziale, non è passata in aula per mancanza del numero legale. A norma di regolamento ho chiesto la verifica e il presidente Pineschi ha dovuto per la seconda volta sospendere il consiglio. Ma anche alla precedente riunione dei capigruppo sul gassificatore di Aprilia mancavano i rappresentanti dei gruppi più importanti: Ds, Margherita, Lista Marrazzo. Che decisioni si possono prendere? Ogni volta la storia si ripete. Tutti gli atti amministrativi più importanti subiscono continui rinvii».
In questo momento nell’occhio del ciclone c’è il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera.
«L’Agenzia di sanità pubblica non ha ricevuto alcuna richiesta per uno studio tecnico, pertanto stiamo parlando di un rapporto unilaterale fra l’assessore Battaglia e il direttore generale dell’agenzia, Clini. È stata schiaffeggiata la dignità dell’Asp. Le ragioni? La logica di egemonia dell’assessore, che non si vuole confrontare con maggioranza e opposizione su questioni che riguardano tutti i cittadini».
E il dibattito sui conti?
«La spesa sanitaria è ormai fuori controllo. Non lo dico io ma gli esponenti della maggioranza. Sui conti l’assessore al bilancio, Nieri, fa delle cifre, Battaglia ne fa delle altre. La stessa maggioranza ammette di non sapere nulla del piano sulla sanità. Come pensano di governare così?».
Storace teneva i suoi sotto stretto controllo. Il presidente Marrazzo quanto conta veramente?
«È isolato, i partiti vorrebbero si limitasse al taglio dei nastri. Il presidente da persona intelligente tenta di resistere. Quanto potrà durare si vedrà. Questa, però, è solo una delle tante diatribe. La giunta è divisa, presidenti e vicepresidenti di commissioni si dimettono. La crisi è conclamata».
Ventisei commissioni, più quelle a tempo: un’altra logica di spartizione.
«Sì, ma ci sono anche troppi assessorati. In consiglio sono arrivate pochissime proposte di legge dalle commissioni».
La Brancati si è dimessa, denunciando di averne presentate ben 5 in commissione, tutte insabbiate.
«Non saprei ma il problema di fondo è che la giunta procede senza curarsi del consiglio. Gli assessori hanno una cultura dirigistica. E perché così tanti consulenti? Per meglio dividere le aspettative e i poteri dei partiti».
Il mandato del presidente del consiglio Pineschi dovrebbe essere giunto al termine, secondo gli accordi interni.
«Sfruttando il caso De Lillo qualcuno voleva rimettere in discussione Pineschi. La verità? I partiti della maggioranza dovrebbero avere il coraggio di mettere mano al programma e redistribuire i posti di potere. Solo così possono sperare di uscire dal caos».