La maggioranza si spacca sui rifiuti

Michela Giachetta

Rifondazione dice no. Il Documento di programmazione finanziaria (Dpf) è stato approvato ieri pomeriggio dal consiglio comunale senza l’appoggio di Rifondazione uscita dall’Aula al momento del voto. «Il motivo del nostro “no” - spiega Adriana Spera, capogruppo del Prc - va ricercato nella partnership fra Acea, che si occupa di energia e Ama, che gestisce i rifiuti, perché, come scritto nel Dpf, questo accordo prevede la costruzione di impianti termovalorizzatori nel territorio del Comune». A pagina 117 del Documento di programmazione, infatti, si legge che è previsto «un progetto di realizzazione di un impianto termovalorizzatore e che sono attualmente allo studio diverse ipotesi, che dovranno tener conto della qualità e quantità dei rifiuti prodotti e raccolti nel Comune e del raggiungimento dell’obiettivo di raccolta differenziata al 35 per cento nel 2009». Ma una volta presi in considerazione questi parametri, il termovalorizzatore si farà all’interno del territorio comunale, attraverso la partnership fra le due principali aziende municipalizzate, cosa che l’assessore al Bilancio, Marco Causi, nei giorni scorsi spiegava così: «Si tratta, com’è evidente, di ricercare le migliori sinergie industriali, finanziarie e organizzative fra le aziende partecipate o controllate dal Campidoglio». Per la Spera, che non condivide il progetto, c’è ben altro. «È una mutazione di Ama che, a seguito di questa partnership, si occuperà anche di politica energetica. Non potevamo votare a favore del Dpf, anche perché nel programma del sindaco, riguardo al tema dei rifiuti, c’era ben altro». La questione «rifiuti», pur essendo materia della Regione, non è la prima volta che arriva in Aula in questa consiliatura. La scorsa settimana, infatti, i capigruppo del consiglio comunale di Verdi, Prc e Comunisti italiani, dopo aver incontrato una delegazione dei cittadini di Malagrotta, hanno presentato una mozione con cui si evidenziava la necessità di sospendere la costruzione del gassificatore nell’area e individuare soluzioni alternative alla realizzazione di impianti di quel tipo nel territorio regionale». La strada intrapresa ieri dal consiglio, con l’approvazione del Dpf, è stata evidentemente diversa. L’assessore al Bilancio definisce quello del ciclo dei rifiuti un «impegno forte da parte del Comune, necessario per superare storiche arretratezze di Roma in materia». «Occorre quindi dotarsi di una rete di impianti per autoeliminare i rifiuti non trattabili - continua Causi -. Ed è necessaria la partecipazione dei privati, ma anche del pubblico, sia per motivi di controllo e garanzia, sia perché gli impianti hanno bisogno di margini e flessibilità, che solo l’industria pubblica può dare, per essere ecocompatibili».