La maggioranza tiene per sé la presidenza: scelto per la successione Carmelo Gambitta

IL NOME Qualche malumore interno, ma domani la scelta sarà sottoposta al gruppo

Il Pdl non cederà la commissione Urbanistica lasciata da Milko Pennisi. Il presidente dell’organismo consiliare competente sullo «Sviluppo del territorio» resterà appannaggio del Popolo della Libertà. Lo certifica il capogruppo, Giulio Gallera, escludendo che la maggioranza possa acconsentire alla richiesta del Pd di un presidente espressione della minoranza: «La commissione - spiega Gallera - deve essere in capo a chi governa. È impossibile che sia del Pd». Il gruppo del Pdl, dunque, intende continuare ad assicurare da subito la piena operatività della commissione, e la volontà di andare avanti con il Pgt. «Non ci può essere un corto circuito fra le due cose - conferma il vicecapogruppo Michele Mardegan - qui emerge un comportamento individuale e isolato. E chi dice il contrario sostiene una tesi strumentale per fini politici. Non ci può essere stata alcuna interferenza su un piano che è stato gestito dall’assessorato». E il diritto-dovere del primo partito di guidare una postazione così strategica come la commissione Urbanistica neanche la Lega lo contesta: «Noi abbiamo un seggio in Consiglio, il Pdl ne ha 25-26, il pallino è nelle loro mani», osserva il capogruppo leghista Matteo Salvini.
Nessun problema arriva dall’attuale vicepresidente della commissione, il capogruppo dell’Udc Pasquale Salvatore, che rivendica la sua appartenenza alla maggioranza e si rimette agli alleati: «Sono a disposizione per ogni soluzione - dichiara Salvatore - A portare avanti i lavori della commissione come presidente ad interim ma anche a lasciare la vicepresidenza se questo può aiutare. Non ho ambizioni personali in questo senso. Il sindaco mi ha chiesto di assicurare la continuità del lavoro e lo farò».
Il gruppo del Pdl dunque è al lavoro sulla sostituzione di Pennisi. E il direttivo ha designato come successore, come «nome di garanzia» quello di Carmelo Gambitta. Settant’anni, ex dc, funzionario comunale in pensione, Gambitta ha dalla sua l’esperienza - una lunga carriera politica con incarichi importanti nell’ambito della sanità - e la collocazione fuori dalla mischia delle correnti.
Ma va detto che sul nome si registra anche qualche «mal di pancia» interno. Aldo Brandirali, per esempio, ha chiesto un cambio di passo. Il presidente della commissione Affari sociali ha scritto una mail ai colleghi: «Sono indignato, stanco e offeso - ha scritto - non è possibile agire insieme con questi livelli di elevato individualismo. Io non posso non urlare basta». E poi ancora: «Attenti al cortocircuito tra politica e interessi particolari, dobbiamo aprire una discussione». Brandirali ha escluso che la sua fosse una contestazione di Gambitta («non lo sapevo neanche», ha detto ieri) e ha escluso di avere a sua volta ambizioni personali in questo senso («sono troppo legato all’attività del Sociale»), ma ha aggiunto: «Preferirei altri nomi, per esempio quello di Barbara Bianchi Bonomi o di Carola Colombo, sempre del Pdl comunque».
Così Stefano Maullu, esponente del Pdl e assessore regionale, avverte il gruppo che la scelta «non può che ricadere su un soggetto di garanzia individuato dal Pdl», dai «vertici del Pdl quale strumento di garanzia e veicolo di armonizzazione». «La nuova nomina - per Maullu - non può essere lasciata al gruppo consiliare, per le ricadute importanti sul territorio metropolitano delle decisione che l’aula dovrà prendere nei prossimi mesi». «È necessaria una decisione autorevole e condivisa - ha insistito Maullu - che non può essere lasciata, voglio ribadirlo, al solo gruppo del Pdl a Palazzo Marino». «Non c’è bisogno che ce lo ricordi Maullu - risponde Gallera - la decisione sarà condivisa da tutti, dal partito e dal gruppo». Le obiezioni dunque, sembrano per ora più di metodo, e non dovrebbero arrivare a bruciare il nome di Gambitta, se domani, quando sarà sottoposto alla decisione del gruppo, sarà votato da tutti con un accordo preventivo e palese.