Maggioranza vittima delle lettere minatorie

«Tra voi della maggioranza si nasconde qualche consigliere (o consigliera) che definisco vermi e indegni di vivere». Con queste parole, si è aperta la seduta consiliare del Municipio della Valbisagno che si è svolta ieri dove, prima di discutere i «futili» ordini del giorno (dichiarazioni di disappunto pronunciate da gran parte dei consiglieri d'opposizione), la sinistra ha subito l'ennesimo k.o. da parte di un proprio appartenente o meglio ex: Vittorio Carpi dell'ex Margherita. Accuse pesanti come macigni che seguono di pochi mesi quelle dell'altro ex consigliere di sinistra, Giuseppe Russo il quale, in occasione di un consiglio, accusò di «falso in atto pubblico, omissioni di atti d'ufficio, illecito amministrativo e abuso di potere» la presidenza, la segreteria dello stesso municipio, ma soprattutto i suoi colleghi di centro sinistra. Dopo avere chiesto al presidente Giannelli di usufruire di una «espressione di sentimento», Vittorio Carpi si è rivolto ai colleghi della maggioranza spiegando a loro il proprio sdegno per lo scorretto comportamento, politico, sociale e privato, di una parte di essi: «Sono mesi che mi spedite lettere anonime di minacce se non mi fossi dimesso - prosegue sventolando tra le mani documenti e relative querele inoltrate ai carabinieri - solo per il semplice fatto di essere una persona che non guarda il colore politico di chi ha di fronte, ma bensì quello che ha da dirmi o propormi, e siccome il contenuto delle missive è talmente esplicito nel far capire che a spedirle siete voi tutti ex diessini, a questo punto non mi fido più di voi e vi comunico che anzi che dimettermi, da oggi stesso passo al gruppo misto».
Di fatto la maggioranza scende da 11 consiglieri a 10, mentre 3 sono quelli del gruppo misto e 10 quelli d'opposizione. Una imbarazzante situazione che sta mettendo sottosopra e a dura prova la maggioranza dello stesso municipio, tale nei fatti, o nel nome, ma non nei numeri in quanto, sarebbero ben tredici consiglieri d'opposizione (visto che quelli del gruppo misto si sono dissociati a gran voce dalla maggioranza) contro gli undici del centro sinistra. Imma Serra, Emanuele Galassi, Fiorella Bazurro e Andrea Brundu, tutti consiglieri d'opposizione, non avevano dubbi che sarebbe andata a finire così: «Era inevitabile - dichiarano all'unisono - si stanno facendo male con le loro mani. Abbiamo passato il pomeriggio per discutere se intitolare o no un campetto di calcio a un giovane morto per cause accidentali, approvare lo stemma della Valbisagno come se parlassimo del principato di Monaco e di un semaforo in via Gavette. Peggio di così!».