La maggioranza vola nei sondaggi, il Pd precipita

Rilevazione di Euromedia: cresce la fiducia nel premier e nel suo
governo. In picchiata Veltroni che crolla al 28,1%. Brusca
frenata per Di Pietro. Stabile il consenso per la Lega (9%) mentre rialza la testa la Sinistra arcobaleno (6,6%). Arranca l’Udc (4,7)

Roma - Il Pdl sfonda quota 42%. Giù in picchiata invece il Pd, che sprofonda al 28,1%. Record negativo per Walter Veltroni, che insieme ai voti dell’Idv arriverebbe - condizionale d’obbligo vista la spaccatura con i dipietristi - al 32,6%. In ogni caso, si allarga ancora di più il gap tra i due principali schieramenti. Quasi venti, infatti, i punti percentuali di differenza con il Pdl, che insieme agli alleati ottiene il 52,1% totale dei consensi. E ancora. Stabile la Lega, mezzo passetto in avanti per l’Udc. Successo netto, invece, per l’ex Sinistra Arcobaleno, che raddoppia i voti ottenuti alla Camera. Sul fronte governo, il 67,1% degli elettori ha fiducia in Silvio Berlusconi premier. Asticella poco più in basso, ma in crescita, per la squadra di ministri: gradimento al 62,5%. È quanto rileva l’ultimo sondaggio riservato, commissionato dal Cavaliere all’Euromedia research - l’istituto diretto da Alessandra Ghisleri, al quale il premier si affida da anni - realizzato lo scorso week-end.

I dati in suo possesso evidenziano che la «luna di miele» tra palazzo Chigi e cittadini non si è mai interrotta. Anzi, si nota il balzo in avanti del premier, che dal 61,5% di fiducia, registrato a fine giugno, arriva adesso al 67,1% (+5,6%). Discorso simile per il governo, che in circa sessanta giorni passa dal 59,4% al 62,5% (+3,1%). Ma non solo. Se si paragonano le ultime rilevazioni con quelle elaborate l’8 settembre del 2006, sempre dall’Euromedia, quando alla guida del governo vi era Romano Prodi, l’attuale feeling salta fuori in maniera evidente. La fiducia nei confronti del Professore, infatti, si attestava al 39,8%, quasi trenta punti in meno rispetto al Cavaliere. La storia non cambia se si confrontano le due squadre di governo. Due anni fa, i consensi ottenuti dai ministri dell’Unione si fermavano a quota 34,9%, con un divario rispetto all’attuale esecutivo del 27,6%.

Dal governo ai partiti. Non accenna a frenarsi l’avanzata del Pdl, che Euromedia rileva al 42% (ad aprile ottenne il 37,4%). Un trend positivo continuo, visto che a fine giugno era dato al 39,8%, al 41,4% il mese successivo. Stabile l’andamento della Lega, che vale il 9% dei consensi nazionali: dato identico per il Carroccio prima della pausa estiva, leggermente in avanti rispetto ai voti delle Politiche (8,3%). Non si schioda dall’1,1% l’Mpa. In totale, maggioranza al 52,1%, che cresce del 5,3% rispetto all’ultima tornata elettorale.

Dall’altra parte della barricata, non accenna ad invertirsi il trend negativo del Partito democratico, che prende il 28,1%. Record al ribasso: alle urne ottenne il 33,2%, a fine giugno stava al 30,1%, a fine luglio, sempre secondo Euromedia, al 29,1%. Non perde, ma neppure cresce l’Idv. «Se ieri si fossero tenute le elezioni politiche», come chiesto dall’istituto di ricerca, il 4,5% avrebbe dato preferenza al partito di Antonio Di Pietro: lo 0,1% in più sul dato della scorsa primavera. Al centro dello schieramento, lieve segno positivo per l’Udc, rilevata al 4,7%, che guadagna lo 0,2% rispetto ai precedenti sondaggi, rimanendo comunque al di sotto del risultato delle Politiche, quando prese il 5,6%.

Dopo l’ultimo tonfo elettorale, prosegue il recupero della Sinistra Arcobaleno. Tanto che, nel suo complesso, se si presentasse di nuovo unita, otterrebbe il 6,6%, a fronte del traumatico 3,1% del passato. Nello specifico, Rifondazione comunista conquisterebbe il 4% dei voti, lasciando l’1,1% ai Comunisti italiani, l’1% ai Verdi e lo 0,5% alla Sinistra democratica.

Tra i piccoli, sempre sotto l’1% di aprile il Partito socialista (oggi allo 0,8%). Sostanzialmente stabile La Destra nell’ultimo mese, che ottiene l’1,6%, a fronte del 2,4% registrato alle urne.