«Maggiore assistenza alle persone anziane e più rigidità quando si controllano i rom»

Maggiore assistenza agli anziani, monitoraggio dei permessi ai disabili, più rigidità nei confronti dei nomadi e progetti per sostenere le donne vittime della violenza. Giordano Tredicine, presidente della commissione politiche sociali del Comune di Roma, presenta i punti focali della sua politica.
A Roma gli over 65 rappresentano oltre il 18% della popolazione e, secondo la Caritas, solo 30mila usufruiscono dei servizi di strutture specifiche come i centri anziani. Quali sono le problematiche che avete riscontrato al vostro insediamento?
«Dopo aver studiato il regolamento per comprendere le anomalie abbiamo apportato le modifiche necessarie. A fine febbraio presenteremo in Consiglio Comunale un testo composto da 40 articoli. A Roma sono 140 i centri anziani usufruiti dalle 400 alle 500 persone al giorno e sono 47 i centri bocciofili. Tecnicamente, e da un punto di vista strutturale, il centro anziani non può disporre della capienza pari a coloro che lo usufruiscono, ecco perché spesso vi accedono circa cento persone».
Qualche novità da evidenziare?
«Ogni centro anziani dovrà esporre una denominazione con orari di apertura e chiusura e recapiti telefonici del presidente; sono state inserite le attività complementari, una serie di servizi come l’assistenza legale, fiscale e medica uno sportello del cittadino all’interno del centro, perché gli anziani sono persone che troppo spesso vengono truffate. Inoltre si potrà costituire un’associazione con lo scopo di studiare tutte le attività da svolgere al di fuori del centro anziani».

Prevede altri progetti per assistere gli anziani soli e in difficoltà?
«La nostra intenzione è prevedere un call center, un numero verde della terza età, anche con il supporto dell’assessore al bilancio per ottenere un fondo speciale».
Quali sono gli altri punti sui quali sta lavorando?
«Abbiamo votato una delibera che riguarda i permessi forniti ai disabili; sono stati inseriti parametri più vincolanti ed è stato istituito un tavolo di monitoraggio per verificare la situazione a distanza di sei mesi, affinché non ci siano più 30mila permessi rilasciati e che i fruitori siano la metà».
Parliamo dei campi nomadi. È stata firmata una dichiarazione di intenti tra il Campidoglio e i rom del Casilino 900. Cosa auspica per il futuro in quanto a sicurezza?

«I rom devono integrarsi e rispettare le leggi. Il protocollo di intesa firmato nei giorni scorsi è solo il primo passo ma, laddove la situazione dovesse precipitare, bisognerà prendere provvedimenti, diventare più rigidi e mandarli a casa».
Quali sono le misure da attuare per venire incontro alle donne che subiscono violenza? E quali sono i progetti di sensibiklizzazione per assisterle con un supporto specifico??

«A marzo convocherò tutte le associazioni legate al mondo femminile per discuterne. Questo è un tema delicato perché, oltre alla violenza, si hanno anche traumi psicologici indelebili. Penso che Regione, Provincia e Comune debbano riflettere sui punti di criticità e sui rimedi da avviare in un unico spirito di collaborazione, un progetto condiviso. Il Comune sta già pensando a degli interventi, il ripristino dei militari sul territorio può essere uno start up ma non è certamente la soluzione finale per questo tipo di problema».