«Maggiori risorse per allineare la nostra ricerca ai livelli europei»

«L’Italia rappresenta il sesto mercato farmaceutico mondiale, con un fatturato pari a 21 miliardi di euro. Oltre il 70 per cento viene finanziato dal Sistema sanitario nazionale e quindi è necessario garantire un ritorno in termini di ricerca e sviluppo per evitare che il nostro Paese sia considerato esclusivamente come un mercato». Lo afferma Cesare Cursi, vice presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato che si è espresso in merito, durante un recente convegno presso l’associazione Giuseppe Dossetti alla Camera dei deputati. La ricerca è importante, è vitale proteggere la salute pubblica con nuove cure e nuovi farmaci più efficaci e meno lesivi per l’organismo. «Il ruolo dell’Italia rimane marginale rispetto agli altri Paesi europei - prosegue Cursi -; è necessario, dunque, programmare alcuni punti essenziali quali lo sviluppo di sperimentazioni cliniche, siti di produzione sul territorio nazionale nonché un incremento del personale addetto alla ricerca».
«Nella finanziaria del 2006 - dice ancora Cursi - sono stati previsti accordi di programma, confermati anche dall’attuale Governo, per favorire e pianificare il processo di ricerca in Italia, attraverso l’attribuzione di un premio di prezzo, con un finanziamento pari a 100 milioni di euro». Dietro tutto questo c’è anche l’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, organo di raccordo tra il ministero della Salute, che promuove la conoscenza e lo sviluppo dei farmaci e mantiene i rapporti con le associazioni dei malati. Nella conferenza internazionale tenutasi il 29 e il 30 di marzo sono saltate fuori alcune problematiche di rilievo. L’Aifa italiana è un’agenzia che purtroppo non è in grado di concorrere con gli istituti omonimi europei. Ancora il senatore Cursi ha fatto notare che «Paesi come l’Olanda e la Francia hanno investito molto nel personale, che è il motore della ricerca, mentre l’Italia rimane il solito fanalino di coda». Sul fronte Lazio, arriva qualche manovra che cerca di aggirare il problema del ticket.
Il presidente della Regione, Piero Marrazzo, durante il congresso provinciale dei Popolari-Udeur di Viterbo, ha dichiarato che «sono state programmate alcune misure sperimentali adottate in alternativa al ticket sui medicinali del Lazio». Marrazzo ha anche elencato i tre punti cardine delle misure che sono entrate in vigore ieri. Ovvero la prescrizione di farmaci gastro-protettivi in base al prezzo medio di riferimento, la prescrizione delle stamine e l’aumento dei farmaci forniti direttamente dalle aziende sanitarie ai pazienti