Il maghetto sbanca il botteghino americano

Nel weekend esordio esplosivo per il quarto episodio della saga che incassa 101 milioni di dollari

Silvia Kramar

da New York

A mettere in salvo il disastroso bilancio del 2005 di una Hollywood che navigava in cattive acque, questo fine settimana non è stato un improvviso miracolo economico ma la bacchetta magica di Harry Potter. Che ha debuttato sbancando i botteghini Usa e il portafoglio di molti genitori, che praticamente si sono visti costretti a portare al cinema i figli in migliaia di cittadine americane per vedere la quarta puntata del film tratto dai leggendari romanzi di J.K. Rowling. I ragazzini over 13 hanno assalito i botteghini fin dal mattino di venerdì, marinando la scuola, pur di non mancare l'evento più atteso della stagione. Ma, visto il divieto ai minori di 13 anni, i più piccoli si sono visti costretti a mancare Il calice di fuoco, la puntata più violenta della saga hollywoodiana che ha comunque incassato 101,4 milioni di dollari, piazzandosi al quarto posto degli incassi più alti della storia del cinema americano.
Nato come film «buono» per i bambini delle elementari, l'ultimo Harry Potter ha invece flirtato con la violenza di un'America sempre più golosa di kolossal per l'infanzia tragici e violenti come Il Signore degli anelli e di serie televisive sature di morti e sangue. Ne Il calice di fuoco il protagonista, il sedicenne Daniel Radcliffe, si trova alle prese con la morte e l'adolescenza alla scuola di magia di Hogwarts. Nel cast stavolta figura anche Ralph Fiennes, nei panni del temibile Lord Voldemort, responsabile della morte dei suoi genitori. Secondo le prime statistiche la maggior parte degli spettatori che ha atteso per più di un’ora in coda per un biglietto, non era già più teen-ager ma ragazzi e ragazze sui vent'anni ed oltre: un chiaro segno che Harry Potter forse ha intenzione di «crescere» con loro grazie alle nuove «sequenze di violenza fantastica e immagini spaventose», come hanno ammesso la casa di produzione ed il regista Mike Newell (Quattro matrimoni e un funerale).
Di certo la Warner Brothers se lo augura e non si vergogna ad inserire scene sempre più violente nell'accademia della magia di Hogwarts: questa nuova puntata di Potter ha battuto gli incassi iniziali delle precedenti tre. L'episodio finora di maggior successo era stato Harry Potter e la pietra filosofale, uscito nel 2001, con un incasso totale di 317,6 milioni di dollari. Il prigioniero di Azkaban, terzo episodio della serie, aveva strappato ai botteghini l'anno scorso 93,7 milioni di dollari nel primo weekend ma, alla fine dell'anno, non aveva superato i 249,9 milioni di dollari, spingendo i critici a fantasticare su un declino del ragazzino inglese. Ma quest'anno i bookmaker sono ottimisti: secondo un veloce calcolo, visti gli straordinari risultati del primo weekend, e con la settimana del Giorno del ringraziamento in arrivo (una delle più proficue per le sale americane insieme a quella di Natale) i dirigenti della Warner Brothers già prevedono un incasso totale che si aggirerà sui 300 milioni di dollari, piazzando il nuovo Harry Potter nella classifica dei best-seller di tutti i tempi.
Il cinema americano cerca sempre nuovi copioni, ma poi si deve ricredere: il record per un debutto nel fine settimana spetta difatti ancora a Spiderman che nel 2002 aveva incassato 115 milioni in tre soli giorni. Alle sue spalle figura ancora l'episodio numero 3 della serie di Guerre Stellari (108,4 milioni quest'anno) con un George Lucas che, visto l'enorme successo, sta ancora pensando ad un nuovo film galattico. Due anni fa il cartone animato Shrek era passato alla storia debuttando con un weekend miliardario e incassi di 108 milioni.
Il calice di fuoco ha avuto ottimi risultati anche in Inghilterra, dove ha venduto l'equivalente di 80 milioni di dollari, in Germania, battendo tutti i record per un debutto su quattro giorni (19,8 milioni di dollari) e in Messico (6,8 milioni, il terzo nella storia messicana).
Ma la bacchetta magica di Potter ha poi portato fortuna alle altre pellicole made in Usa: Walk the line, il film sulla vita e la musica di Johnny Cash è arrivato secondo con un inaspettato 22,4 milioni di dollari e anche il cartone animato Chicken little ha raggiunto quota 14,8 milioni. Ma un motivo c'è: non potendo portare i figli under 13 a vedere Harry Potter, molti genitori hanno offerto loro un'alternativa meno violenta, in attesa della videocassetta, che probabilmente finirà anche nelle case dei più piccoli.