Il maghetto svela il titolo della sua ultima avventura

Dovrebbe uscire il 7 luglio 2007. I fan pregano la Rowling di non far morire l’eroe

È bastato il titolo, non uno qualsiasi, ma quello del settimo ed ultimo libro della saga fantastica più famosa della contemporaneità, per gettare i fan nel panico. E far partire le speculazioni. Parliamo dell'occhialuto Harry, Harry Potter. Mamma Rowling, che la leggenda (no: questa è la verità) vuole con un passato da single, figlia a carico e pochissimi soldi, ha aggiornato il diario virtuale del suo sito personale, annunciando al mondo che il titolo dell'ultimo episodio del maghetto sarà Harry Potter and the deathly hallows, che in italiano potrebbe suonare come Harry Potter e il rito mortale.
Panico tra i fan: si sapeva da tempo che il finale avrebbe riservato qualche sorpresa (di morte) per due dei personaggi della saga e adesso c'è chi teme che a soccombere possa essere proprio l'ex eroe bambino ora diventato adolescente. A proposito: nel prossimo appuntamento cinematografico con il mondo di Harry, vedremo il maghetto alle prese con la prima cotta amorosa per la compagna di scuola Cho Chang: il film tratto da Harry Potter e l'ordine della fenice sarà nelle sale di tutto il mondo solo a luglio ma la scena incriminata del bacio tra i due ragazzini è stata da tempo morbosamente anticipata in rete (con tanto di ciak necessari alla resa finale e commento dei diretti interessati: Daniel Radcliffe, faccia da furbetto, e la deliziosa Ketie Leung). Ma torniamo al sito di J.K. Rowling e ai blog in rete che, da quando si è sparsa la voce sul titolo ufficiale e altre considerazioni dell'autrice, trasudano ansia e scontentezza: contrariati, i fan del maghetto hanno intasato i forum dedicati alla saga per dire la loro e chiedere pietà per il loro beniamino. Dal canto suo, la bionda Rowling, che negli ultimi dieci anni si è trovata il conto in banca rimpinguato da 300 milioni di copie vendute in tutto il mondo, si è limitata a riferire sul suo diario on line: «Al momento sto scrivendo scene che, in alcuni casi, sono state progettate una dozzina di anni fa, o anche prima». E ancora - i fan si consolino: non sono gli unici a soffrire: «Passo dall'esultanza al tremendo nervosismo».
Il nuovo volume («Non preoccupatevi: lo finirò», assicura la Rowling) è atteso per il prossimo 7 luglio (notate bene: 07.07.07): nella sua ultima «confessione» l'autrice non rivela se manterrà la data ma, se questa dovesse essere rispettata, forse qualche previsione in più sulla trama si potrebbe fare per ingannare l'attesa. Torniamo allora alla pagina di diario con la rivelazione che, datata 19 dicembre, ha mandato in crisi i fan: «Da anni la gente mi chiede se non ho mai sognato di entrare nel mondo di Harry Potter - scrive la Rowling -. La risposta è stata no fino a qualche notte fa, quando ho fatto un sogno epico in cui ero, contemporaneamente, Harry e la narratrice». È un'ammissione importante, significativa. Il bene e il male non possono non incontrarsi (e fondersi) in quello che è stato annunciato come il capitolo finale di una saga che solo erroneamente si pensa per bambini, ma che ha in sé tutto lo spirito della modernità, mistero e marketing compresi. Perché l'annuncio di questo sogno, da parte della Rowling? Harry Potter, il bambino ormai cresciuto dallo sguardo sveglio e le arti magiche sviluppate, dovrà affrontare un «rito mortale» per salvarsi per sempre oppure sarà la stessa autrice che, per liberare se stessa da un legame viscerale con la sua creatura, compirà il «sacrificio» e ucciderà il predestinato?
Joanne Kathleen Rowling giura di essere in affanno ed eccitatissima in questa fase quasi febbrile della scrittura: «Dovrei ridurre la caffeina?», si chiede. I fan vorrebbero certezze da un libro che certezze non ne ha mai date: personaggio di carta unico nel panorama letterario mondiale, protagonista di una favola ora antica ora moderna che i padri hanno cominciato a leggere di nascosto dai figli e poi sempre più orgogliosamente, Harry Potter è l'eroe che usa la magia per portare un po' di luce e un po' di bene là dove regnano i seguaci di Voldemort. Ma non è un eroe perfetto. È l'eroe goffo e spaurito che si scopre forte (e anche innamorato). La saga inventata dalla Rowling mescola a dovere una scrittura immaginifica che ha creato personaggi entrati nel lessico comune (vedi i babbani) con i grandi temi della favola contemporanea. C'è il mistero, c'è l'avventura, ovviamente c'è il fantasy, c'è il romanzo di formazione e persino un po' di batticuore, ché il bambino (e i lettori con lui) è cresciuto. Ma manca un finale da tragedia greca: la morte dell'eroe, per mano della donna che lo ha generato.
Harry Potter è morto, viva Harry Potter.