Magia e Maestrale: ecco le chiavi degli affari di famiglia

Gli inquirenti stanno valutando anche l’attività delle due società di cui Roveraro è proprietario

Laura Sonzogni

da Milano

«Stiamo concentrando le indagini sulla vita professionale del finanziere». Sulla scomparsa di Gianmario Roveraro gli inquirenti non lasciano trapelare molto di più. Una «pista professionale» che, attraversando un labirinto di finanziarie, partecipazioni e società conduce alla Svizzera e alla richiesta di un milione di euro. Se il passato professionale del finanziere ha il volto della «Akros», nel suo presente c’è la presidenza della «Yard s.r.l.», società che come ragione risulta avere «l’attività immobiliare su beni propri». Il finanziere, inoltre, è consigliere in due controllate con sede sempre in piazza Liberty: la «Yard servizi tecnici e valutativi» e la «Yard Network 50 Real Estate», agenzia di mediazione immobiliare con socio unico. Ma gli inquirenti seguono anche altre piste d’indagine, partendo da nomi rimasti nell’ombra, come «Magia». Sembra un gioco di parole, in realtà si tratta di una piccola società iscritta, dal dicembre del 1999, nel registro delle imprese della Camera di Commercio di Milano. Nessun dipendente, un solo amministratore - lo stesso Roveraro - quattro soci: Silvana Canepa, moglie del finanziere, e i suoi tre figli, Gianluca, Sara e Marina. Scopo della società la «gestione di disponibilità monetarie e strumenti finanziari per scegliere gli investimenti più opportuni». In parole povere, investire e generare un rendimento da redistribuire tra i soci. Stessa genesi anche per la «Maestrale» che, tra l’altro, controlla il 25% di un’immobiliare, la Galfa Real Estate srl. In queste società si trova parte del patrimonio della famiglia Roveraro, gestito dallo studio commerciale «Gualtieri e Cesarini» e oggi sequestrato dai magistrati. Un ufficio a pochi passi dal Duomo che lo scorso venerdì ha ricevuto un fax firmato da Roveraro e proveniente dalla Svizzera.