«Magic», arriva a Roma il torneo del gioco che ipnotizza i giovani

Da oggi a domenica 3 giorni di gara, i vincitori andranno a Yokohama

Simone Turchetti

Roma è una città magica, e nei prossimi tre giorni lo sarà ancora di più. Da oggi fino a domenica, nello Spazio Etoile di piazza San Lorenzo in Lucina, si gioca infatti la tappa finale del campionato italiano di «Magic: The Gathering», un gioco di carte che da dieci anni spopola tra gli adolescenti e tra i loro fratelli maggiori.
Queste le regole: ad una partita (che dura circa venti minuti) prendono parte due o più giocatori. Chi partecipa ha a disposizione il proprio mazzo di carte, che rappresentano creature fantastiche o un poteri magici. Partendo da 20 punti, il giocatore deve, giocando le carte, ridurre a zero il punteggio degli avversari. Un meccanismo di gioco semplice, inventato nel 1993 dal matematico americano Richard Garfield per una piccola casa produttrice di giochi, la Wizard of the Coast. Proprio la semplicità del gioco è alla base della sua impetuosa diffusione: oggi i giocatori sono circa sette milioni in 52 diversi paesi, mentre il numero delle carte stampate tocca ormai i 3 miliardi. Si tratta di un fenomeno di massa, a tal punto che esiste un circuito professionistico mondiale, al quale accedono circa 350 giocatori, in cui si vincono grossi premi in denaro. In Italia non sono previsti premi in denaro. I 14 mila giocatori, tra i 14 i 25 anni, che danno vita ai 4000 tornei che ogni anno si disputano da noi, hanno piuttosto la possibilità di vincere il biglietto per partecipare ai tornei del circuito internazionale. I vincitori dell’evento romano potranno prender parte al campionato mondiale di Yokohama, in Giappone. «Il nostro è un mondo underground» spiega Davide Bonati, organizzatore del torneo. «Magic è cresciuto negli anni senza fare pubblicità su radio, giornali o tv. Sono bastati il passaparola e internet a renderlo un gioco così conosciuto». Nessuna diffidenza però da parte dei genitori. «Film come “Il Signore degli Anelli” hanno reso famoso il mondo del fantasy a tutti - prosegue Davide - e poi i negozi specializzati sono un punto di ritrovo per i ragazzi. I genitori sono contenti di vederli staccarsi dai computer per incontrare i coetanei».
Molti i punti di forza del gioco, considerato dagli appassionati «una via di mezzo tra il poker e gli scacchi». Oltre all’abilità in partita, bisogna saper costruire il proprio mazzo (detto “grimorio”), scegliendo 60 carte dalle 600 prodotte ogni anno. Un po’ come un allenatore che seleziona i giocatori da mandare in campo. E poi c’è l’aspetto collezionismo: ogni carta ha splendide illustrazioni, alcune delle quali saranno in mostra a Roma. Alcune carte, soprattutto le più rare e le più potenti, raggiungono quotazioni da «Gronchi rosa». Qualche esempio? «La carta “Black lotus”, tra le prime stampate. Oggi costa 1500 dollari». A volte capita di vedere ragazzi scambiarsi le carte fuori dei negozi specializzati: un immagine che, in tempi di giochi elettronici, richiama i tempi romantici dello scambio di figurine.