Le magie invernali delle colline di Montevecchia

A piedi o in mountain bike per ritemprarsi nella Brianza più verde, tra grandi vini e ottimi cibi

Ci sono prati umidi, boschi magri e sorgenti pietrificate. Ma anche panorami mozzafiato, itinerari avventurosi e ottime cascine per rifocillarsi. Non è l'ultimo ritrovato per un parco giochi ma non è nemmeno solo un parco. Naturale e autentico, a due passi dalla città per chi non abbia ferie o non voglia farle in questo periodo, il parco regionale di Montevecchia e della valle del Curone, parcocurone.it, 039.9930384, abbraccia una delle zone più belle della Brianza lecchese.
Colline moreniche, rogge nascoste, antichi conventi e suggestioni contadine fanno di questa zona a poco più di mezz'ora da Milano un concentrato di habitat rari, da scoprire in mountain bike o a piedi. Anche quando l'inverno colora di tinte più pallide questi boschi, si resta senza fiato di fronte a una natura che sembra, a tratti, rubata ai vigneti toscani. Per cominciare lo skyline è inconfondibile grazie alla collina di Montevecchia, con il santuario di epoca barocca della Beata Vergine del Monte Carmelo, 500 metri e 189 scalini sopra il livello di fabbriche e paesi che, nella tipica foschia invernale, si confondono nel verde di tigli e ligustro.
Dalle terrazze del borgo contemplò la verde Brianza anche Stendhal, ma per spiriti più sportivi il piccolo paese è punto di partenza per numerosi itinerari come quello che conduce a Beolco, scelta dai Romani e dai Longobardi poi, come crocevia commerciale. In poco più di due ore (la metà in bici) si attraversano paesaggi molto differenti: dai prati magri che l'uomo ha strappato al bosco per le coltivazioni, alle sorgenti ricche di calcare. Si può andare da soli o seguire le iniziative delle Guide volontarie dal parco, ma poi d'obbligo una tappa è a Perego, dove anche i Galli elessero il loro domicilio. A mezza costa su dolci declivi soleggiati, oggi si narra un'altra storia ed è quella dei molti agriturismi che punteggiano le colline. A La Costa, la-costa.it, 039.5312218, si producono vini come il Solesta, assemblaggio di chardonnay e riesling renano, o il San Giobbe, pinot nero in purezza, mentre all'ombra di tre case coloniali ristrutturate con gusto si può assaporare la tipica ospitalità della vecchia Brianza. A Valcurone, fra i piatti forti della Cascina Casarigo, agriturismovalcurone.it, 039.9930065, cenone di capodanno 60 vini e spumante inclusi, c'è la cortesia, ma anche un ottimo risotto preparato con l'abbondate rosmarino che viene coltivato estensivamente sulla collina.
Spostandosi a Montesiro di Besana Brianza, un buon indirizzo è Il Brusignone, agricolabrusignone.it, 335.5975100, cenone di capodanno a 55 tutto compreso, una cascina dove la produzione di casa include formaggi, miele e marmellate ma dove si possono gustare tutti i piatti della tradizione. Dopo passeggiate e gustose merende, per i più contemplativi questo scorcio di Brianza "toscana" offre anche delle terme dove rilassarsi : a Monticello Brianza, monticellospa.it, 039.923051, ingresso 29 , la Spa & Fit di via san Michele segue un nuovo orario e il sabato resa aperta fino alle 24. Prima l'utile, quindi, poi il dilettevole.