Magiste, trovato l’archivio segreto di Ricucci

Gianluigi Nuzzi

da Milano

Erano lì tra i tubi dell'aria condizionata, i fili elettrici e telefonici, oppure nell'imbottitura delle poltrone. Dopo alcune perquisizioni rimaste incomplete, saltano fuori le carte segrete di Stefano Ricucci. Selezionate con cura, decine tra documenti, bonifici, estratti conti bancari, e anche alcuni cd rom, tutto materiale nascosto nella controsoffittatura a pannelli degli uffici della Magiste di via Regina Margherita a Roma. Due hard disc erano invece nascosti tra lo schienale e il cuscino di altrettante poltrone nella saletta riunioni di Magiste. A trovarli sono stati i militari delle Fiamme Gialle della polizia Valutaria di Roma. Armati di cacciaviti, pinze e martelli i finanzieri hanno smontato per mezza giornata tutti i pannelli del controsoffitto degli uffici di Magiste. Un'opera certosina con decine di pannelli passati di mano. Fino alla scoperta: due dischetti, cd rom, e mezza spanna di documenti contabili. Si tratta di documenti che riferiscono ai conti del gruppo Magiste. «Una sorta di selezione di carte - afferma un investigatore - riferibili a vicende diverse dell'immobiliarista».
A portare gli inquirenti fino all'archivio segreto dell'immobiliarista romano è stato un supertestimone. Si tratta di un consulente della Magiste che ha deciso di raccontare tutto agli inquirenti. Così nel suo recentissimo interrogatorio ha messo a verbale di aver saputo da un dipendente proprio di Ricucci che alcune carte e hard disc erano stati nascosti negli uffici della Magiste. Stavano lì da mesi sopra i pannelli del controsoffitto dell'ufficio di uno stretto collaboratore dell'immobiliarista e celati in alcune poltrone. A questo punto i pubblici ministeri Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli in poche ore hanno deciso di effettuare la perquisizione. E gli inquirenti sono andati a colpo sicuro. Chi sia questo teste e cosa altro abbia raccontato sulle imprese dell'odontotecnico di Zagarolo non è dato sapere. Il verbale è coperto dal massimo riserbo. Gli investigatori sono più impegnati a studiare le carte e i dischetti ritrovati. Per poi preparare un appunto e consegnarlo quindi ai magistrati di piazzale Clodio.
La scoperta dell'archivio si intreccia inevitabilmente con il destino proprio di Magiste. La sopravvivenza della società dipende infatti solamente dal giudice fallimentare. Dopo un lunghissimo braccio di ferro il gruppo immobiliare ha infatti convinto Banca Popolare Italiana ad accettare il concordato preventivo: l'istanza sarà presentata oggi al tribunale a Roma. Difficile definire il perimetro dell'accordo, legato a diverse variabili tra cui il controvalore del pacchetto Capitalia rastrellato da Ricucci (50 milioni alle quotazioni di ieri), tuttora sotto sequestro ma destinato a passare a Bpi. Divo Gronchi ha quindi trovato l'accordo con Vittorio Ripa di Meana che per Magiste ha seguito la definizione del concordato. Come finirà è però difficile da dire visto che deve pronunciarsi ancora il Tribunale. Di sicuro Ricucci non collabora con gli inquirenti. O almeno non quanto gli inquirenti si attendevano dopo quello che sembrava un cambiamento di linea difensiva. Anzi, proprio la scoperta di questo nuovo archivio segreto non migliora la posizione dell'ex odontotecnico di Zagarolo. Che poi una parte della documentazione fosse stato nascosta nei mesi scorsi, prima delle perquisizioni di marzo, era la convizione degli inquirenti. Sia per le «soffiate» che c'erano state da parte di un sottufficiale delle Fiamme Gialle, che è stato poi arrestato, sia perché quando gli investigatori si presentarono per la perquisizione, all'epoca, trovarono l' armadio che avrebbe dovuto custodire l'archivio, insolitamente vuoto, come delle borse utilizzate per Ricucci nei suoi spostamenti.
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