Magistrati, bufera dopo le parole del Cavaliere

"Il pubblico accusatore - ha detto il leader del Pdl - deve essere sottoposto periodicamente a esami che ne
attestino la
sanità mentale". Veltroni: "Assenza di spirito istituzionale". Di Pietro: "Da matti". Fini: "Giusto verificare la professionalità"

Milano - Una vera e propria bufera si è scatenata dopo le parole di Silvio Berlusconi sui magistrati. "Il pubblico accusatore - ha detto il leader del Pdl in un comizio a Savona - deve essere sottoposto periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale". Ma non è stato l'unico tema sulla giustizia affrontato dal Cavaliere. Berlusconi ha ripetuto anche l’intenzione, da presidente del Consiglio, di adottare un provvedimento sulle intercettazioni che adegui il nostro Paese alle altre nazioni europee.

Di Pietro "È un commento da matti - ha replicato il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro -. Solo un matto può dire cose di questo genere. Poi non capisco perché vuole limitare gli esami sulla sanità mentale ai pm e non estenderli anche ai giudici e a chi vuole fare il presidente del Consiglio".

Fini Il leader di An, Gianfranco Fini, condivide le dichiarazioni di Silvio Berlusconi secondo cui ad alcuni magistrati andrebbero sottoposti ad esami di sanità mentale ma con alcuni distinguo: "Sì, ad alcuni sì, sicuramente - ha risposto Fini - basta vedere cosa succede in alcuni tribunali. Ma a volte - ha precisato - bisognerebbe dare una medaglia". Secondo Fini, intervistato a margine di un comizio elettorale, andrebbe verificata "con scrupolo la professionalità" dei giudici. "Devo dire - ha concluso - sono però di più quelli a cui bisognerebbe dare una medaglia".

Veltroni Le parole pronunciate da Berlusconi sui magistrati denotano "assenza di spirito istituzionale e di senso dello Stato". Così Veltroni, dall’ultima tappa del suo tour, a Cosenza, risponde al Cavaliere. "Queste cose le dice una persona che pretende di candidarsi alla guida del Paese. Io gli dico che ho telefonato al dottor Bruni per esprimergli solidarietà e vicinanza, cosa che rivolgo a tutti i magistrati ringraziandoli per il lavoro che fanno e per i rischi che corrono per combattere la 'ndrangheta, la camorra e la mafia. L’Italia - ha concluso Veltroni - deve uscire da tutto questo. Ma, dove vogliamo andare così?".

Rotondi "Visto che in Italia i giudici sono portati alla politica - ha detto il segretario della Democrazia cristiana per le autonomie Gianfranco Rotondi - la migliore riforma è di rendere elettivo il ruolo di pubblico ministero: almeno così li votiamo, altrimenti subiamo la loro iniziativa politica senza nessun diritto".

L'Anm L’Associazione nazionale magistrati "non entra nel merito di spot pre elettorali" ma si aspetta "che tutti i candidati si esprimano con proposte concrete per il funzionamento e la celerità della giustizia civile e penale che costituiscono il reale interesse dei cittadini". Così il presidente dell’Anm, Simone Luerti, risponde a chi gli chiede un commento alle parole del leader del Pdl. "Quanto ai pm - aggiunge Luerti - sarebbe più utile pensare a come coprire gli organici delle procure del Sud che si stanno inesorabilmente svuotando pregiudicando l’efficacia del contrasto alla criminalità organizzata".