Il magistrato: «Ai genovesi tangenti per 75mila euro»

Le accuse della procura di Verona si basano su intercettazioni, documenti e testimoni contro i funzionari

(...) metterlo agli arresti domiciliari ha un po’ lo stesso peso di un’accusa rivolta direttamente al cuore dell’amministrazione che rappresenta. Anche perché la vicenda per la quale è indagato è una delle scelte forti del Comune, così come pure dell’ospedale Galliera. Risale al 2002 e riguarda direttamente il servizio mensa. Annunciata con enfasi, la «rivoluzione» prevedeva la completa ristrutturazione delle cucine dell’ospedale (l’intervento era stato interamente finanziato dalla ditta veronese Gama, al centro dell’inchiesta) per un investimento di 2.238 milioni di euro, mentre l’intera operazione ne valeva circa 10. La Gama in cambio otteneva una concessione di 15 anni per sfornare 5.000 pasti al giorno destinati ai pazienti del Galliera, ma non solo. Gli alimenti venivano confezionati anche per il Servizio ristorazione scolastica del Comune di Genova, che pagava solo i piatti effettivamente consumati da bambini e ragazzi. Il progetto prevedeva anche che i pazienti del Galliera potessero ordinare il cosiddetto «vassoio personalizzato», cioè scegliere il giorno prima tra oltre 250 ricette proposte dal menù della mensa.
Ma già dopo un anno e mezzo l’idillio era passato. La Gama non forniva più il servizio promesso e il Galliera era stato costretto prima a sollecitare con lettere e diffide il rispetto dell’accordo e soprattutto della qualità dei pasti, quindi a rivolgersi al tribunale di Genova per annullare il contratto. La Gama è poi fallita e proprio da questa vicenda strettamente tributaria è nata l’inchiesta che ha portato agli arresti di ieri mattina. «Circa un anno e mezzo fa - conferma Franco De Benedetti, direttore generale del Galliera - c’è stata una perquisizione e il sequestro di alcuni documenti relativi al progetto. Ma era relativa al fallimento Gama. Solo ieri abbiamo saputo i nuovi risvolti dell’inchiesta». Che, spiega il procuratore di Verona Guido Papalia, riguardano «il pagamento di tangenti da parte della società Gama per farsi assegnare la gara». In sostanza, l’azienda creava «consistenti fondi occulti mediante la distrazione di cifre dal bilancio, con le quali venivano pagati i funzionari». Tra questi, secondo l’accusa della procura, anche Carlo Isola, il direttore amministrativo del Galliera, Giovanni Cazzulo, e il responsabile del progetto mense del Galliera, Roberto Galiano.
Il magistrato non ha dubbi. «Abbiamo accertato il pagamento delle tangenti - assicura Papalia -. Con la guardia di finanza sono state raccolte prove documentali, testimonianze e intercettazioni telefoniche che confermano questa attività. Nel caso genovese abbiamo ricostruito pagamenti per 150 milioni di lire, un po’ più di 75mila euro in diverse tranche, variabili tra i 30 e i 55 milioni». In una delle intercettazioni è spuntato anche il nome di Claudio Burlando, pur se il presidente della Regione non viene mai citato come coinvolto nell’operazione, né in attività illecita. Ricostruita la vicenda, il gip ha firmato le ordinanze di custodia cautelare (agli arresti domiciliari) per Isola, Cazzulo e Galiano. Ieri mattina alle 9.30 il direttore amministrativo del Galliera si è presentato nel suo ufficio scortato da quattro sottufficiali della finanza che hanno perquisito il locale per 4 ore e sequestrato documenti e materiale. Non sono invece entrati nell’ufficio dell’ingegner Galiano, che con il Galliera ha un contratto di collaborazione quinquennale.
Perquisizioni e sequestri invece ci sono stati in Comune, negli uffici che Carlo Isola occupava fino al 16 maggio scorso quando aveva chiesto l’aspettativa per poter assumere l’incarico di direttore generale e capo di gabinetto di Burlando. E in questo caso i documenti che interessavano ai militari erano anche quelli antecedenti all’accordo Galliera-Comune per le mense. Da palazzo Tursi sono state prelevate carte risalenti anche al 1997 e sempre relative ai contratti per la refezione scolastica.

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