«Da magistrato avrebbe cancellato l’Idv»

Roma«I figli “so’ piezz’e core” anche per l’onorevole Antonio Di Pietro, com’è giusto che sia. Però vorrei chiedere al leader dell’Italia dei valori se anche i figli, le mogli e i mariti degli altri indagati non avrebbero meritato lo stesso rispetto e le stesse cautele che oggi lui giustamente chiede per suo figlio».
Il garantismo è una bandiera per i radicali e anche per lei. C’è chi si professa garantista o giustizialista a intermittenza. Secondo lei, Capezzone, è il caso di Di Pietro?
«Se Di Pietro, ovvero un pubblico ministero che adottasse la sua condotta, indagasse su Di Pietro politico a quest’ora l’Idv sarebbe fuori dalla politica italiana. Sia chiaro: non per me che sono e resto un garantista e penso che alla fine dal punto di vista giudiziario tutto potrà essere spiegato. Però Di Pietro non può non ricordarsi delle modalità con le quali allora incarcerava qualcuno il venerdì in modo da ottenere ottime confessioni alla domenica».
L’imbarazzo è soltanto politico?
«La vicenda degli immobili intestati all’Italia dei valori ad esempio non credo avrà rilevanza giuridica. Però Di Pietro dovrebbe valutarla anche dal punto di vista politico. E allora penso che “sfascerebbe” il Di Pietro leader Idv. Se un altro si comportasse come si comporta il capopartito Di Pietro allora io dico che Di Pietro “lo sfascerebbe”. Non io che sono un garantista».
Che succederà? L’ex magistrato pagherà da politico un prezzo per quanto finirà in pasto all’opinione pubblica? Al di là delle responsabilità che verranno accertate?
«Ma figuriamoci. Di Pietro la butterà in caciara. Si travestirà da vittima dicendo che vogliono colpirlo perché è l’unico che rappresenta un’opposizione seria. Il leader dell’Idv ha un grande benefattore: Walter Veltroni. L’inconsistenza del Pd lascia a Di Pietro lo spazio per fare di tutto: dal giustizialista alla vittima della giustizia».
Ma l’immagine politica dell’eroe di Mani pulite verrà appannata?
«Di Pietro rappresenta una minoranza estrema di italiani “con la bava alla bocca” per i quali comunque Berlusconi va impiccato. Secondo me il leader dell’Idv è riuscito a costruirsi un sistema intorno che comunque lo avvantaggia. Mi chiedo però che titoli abbia per moraleggiare, politicamente parlando».
Come se ne esce?
«Servirebbe un Partito democratico capace di fare l’opposizione. Dopo le elezioni eravamo a un buon punto per il bipolarismo: il 70 per cento degli italiani aveva votato per i due partiti di maggioranza. L’idea del governo ombra da parte del Pd era corretta. Poi Veltroni è stato fagocitato da una sorta di piazza Navona permanente. A questo punto la maggioranza deve andare avanti con le riforme. Va fatto un tentativo di collaborazione con l’opposizione ma poi si deve partire. Il Pd non può usare la propria fragilità come scusa per bloccare il Paese».