Un magistrato scopre che anche i giudici sognano

Anche i giudici sognano. E quelli che non sognano più, dovrebbero imparare di nuovo a farlo, suggerisce Marchesiello, magistrato genovese non nuovo alla scrittura (ha pubblicato per De Ferrari Gli Inglesi di casa Cambiaso e Pinocchio e L'immagine della legge). Perché gli enigmatici testi legali da cui tentano di spremere quanta più giustizia possibile, solo se conditi di una buona dose di onirismo possono riacquistare la ricchezza originaria. Due mondi opposti, la legge e il sogno, convivono nell'autore come nel protagonista del libro, entrambi giudici che non possono fare a meno di raccontare i sogni. Chi al cospetto di un'analista (Navarra, il protagonista), chi nelle pagine di un libro (Marchesiello, l'autore), hanno accettato di liberare i propri sogni, raccontandoli. Anzi, non è corretto dire «i propri», perché i sogni non sono necessariamente di qualcuno, sono randagi che incontrano un sognatore e lo sequestrano… senza neanche la prospettiva di un riscatto. Chiedono solo di essere raccontati, e in questo caso hanno scelto un narratore capace di pennellare di realtà anche le situazioni più assurde, i desideri più balzani che forse la sua carriera di magistrato gli ha permesso di conoscere. Con una curiosità verso l'animo umano assai più profonda di quella che ci si aspetta da un uomo di legge. «Lei era lì per quello, per estrarre i sogni dal paziente e collocarli in un contesto significativo. Ma l'analista aveva l'impressione che lui dovesse soprattutto sfogare il bisogno di raccontare, di affabulare col pretesto del sogno la scandalosa libertà che solo il sognare poteva consentire a lui, prigioniero della legge».
E nei sogni ci si può permettere di tutto, anche organizzare la propria morte in mondovisione come fa il giudice Steiner nel racconto-sogno intitolato «No Exit», oppure vendere e comprare tempo come Edward Oligokronos, affarista della Time Buying. Il vero e il sognato si mescolano, l'autore e la sua creatura si confondono, tutto appare possibile e assume le sfumature consolanti di un mondo fantastico eppure così reale, vivificato da uno stile brillante e colorito. È dalla voglia di libertà che scaturisce questo libro, permeato di un eccitante gusto di infrangere le regole… a partire dalla «giustificazione» delle pagine, che non c'è: le righe iniziano con un margine rigido e regolare (come le mattine dell'autore cominciano con il rigore di una toga?), ma finiscono fluttuanti e libere… come i sogni.
Michele Marchesiello - I sogni del giudice Navarra - De Ferrari Editore, 279 pagg., € 14 .