Maglia nera dei Nas a ristoranti e macellai

Arianna Cioffi

Oltre 1.780 ispezioni, 1.719 infrazioni amministrative contestate, multe per 73mila euro, 57 strutture chiuse o sequestrate per un valore totale di 5 milioni 772mila euro, 22 infrazioni penali rilevate. È l’attività, in cifre, svolta dai Nas (Nuclei anti sofisticazione e Sanità) nei primi sei mesi di quest’anno nella regione Lazio. Ristoranti, macellai e allevatori di bestiame, forni e rivenditori di farine e pasta i settori più colpiti.
La maglia nera va ai ristoranti che con 768 ispezioni detengono anche il primato per il numero di infrazioni amministrative contestate (694), la somma totale delle multe elevate (33.350 euro), le segnalazioni all’autorità amministrativa (322 persone), il numero di locali chiusi (20), il quantitativo di merce sequestrata (72.331 chilogrammi). Seguono i rivenditori di carni e gli allevatori di bestiame: in 318 ispezioni è stato rilevato il più alto numero di infrazioni penali (22), sono stati sequestrati 691 capi per una somma totale di un milione 196mila euro.
195 ispezioni sono state poi effettuate nel settore del latte e derivati durante le quali sono state rilevate 6 infrazioni penali e 75 persone sono state segnalate all’autorità amministrativa. Il valore della merce sequestrata, pari a 350 chilogrammi, è di 1.470euro. L’ultimo settore ad aver subito un alto numero di ispezioni è quello dei prodotti ittici. In questo caso però durante i 110 controlli non sono state rilevate infrazioni penali, sono state contestate 89 infrazioni amministrative, 38 persone sono state segnalate all’autorità amministrativa ed è stata sequestrata merce per un totale di 11.200 euro.
Meno di 100 ispezioni per i restanti settori in cui i Nas hanno operato: 36 nel settore salumi e insaccati per 10mila euro di merce sequestrata. 33 controlli nell’ambito della produzione e vendita di zuccheri e sofisticanti durante i quali sono stati sequestrati 120mila chilogrammi di prodotto per un totale di 1 milione 200mila euro, il valore più elevato dopo quello della merce sequestrata nel settore delle carni. 20 ispezioni sono state effettuate per alimenti dietetici, acqua e bibite. Ultimi in classifica per numero di controlli il settore delle conserve alimentari, con 40 euro di merce sequestrata in 14 controlli, e quello dei vini e alcolici dove, tuttavia, il valore della prodotti messi sotto sequestro durante le 7 ispezioni è stato elevato, 147mila euro.
«I Nas stanno svolgendo un lavoro importante e necessario - ha commentato Cesare Cursi, sottosegretario alla Sanità con delega alla sicurezza alimentare e presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare - ma dovrebbero esserci più agenti per incrementare ulteriormente i controlli. Inoltre anche le Asl dovrebbero collaborare di più e riservare a sè alcuni tipi di controlli, alleggerendo così il lavoro dei Nuclei anti sofisticazione che operano non solo nel settore alimentare». «I dati di questi primi sei mesi dell’anno - ha concluso Cursi - sono preoccupanti e positivi allo stesso tempo. Se da una parte infatti evidenziano l’incremento degli interventi dei Nas, dall’altro lasciano emergere un numero molto elevato di infrazioni e comportamenti non regolari da parte dei produttori e dei negozianti dai quali dipende, in gran parte, la sicurezza degli alimenti che mettiamo sulle nostre tavole».