Maglietta choc: "Meglio morto che pentito" Un altro episodio "pro clan" a Castellamare

Dopo il blitz camorrista nella redazione di <em>Metropolis, </em>un nuovo episodio &quot;pro clan&quot; in Campania. A Castellamare di Stabia la maglietta contro i pentiti fa discutere e indignare. Un avvertimento alla città e al quotidiano che ha osato pubblicare notizie sgradite 

Castellamare di Stabia - Dopo l'irruzione dei cammoristi nella redazione di Metropolis, testata locale di Napoli e Salerno, che aveva dato del "pentito" a Salvatore Belvisio, cugino e braccio destro per gli affari illeciti nel territorio di Castellammare di Stabia del capoclan Vincenzo D’Alessandro, adesso un altro episodio ha sottolineato ancora una volta quanto sia forte la "cultura del male" in alcune zone della Campania. A Castellamare di Stabia è stata esposta in pubblico in un negozio una maglietta con la scritta "meglio morto che pentito". Come testimoniano le foto apparese su Metropolis.it il gesto e la curiosa t-shirt non sono passate inosservate.

Indignata la reazione del commissario regionale Francesco Emilio Borrelli. "Esporre in pubblico ed in pieno giorno questa maglietta - ha spiegato Borrelli - secondo noi ha un duplice significato: è un messaggio di forza alla città ma anche una sfida culturale di supremazia della camorra e delle sue regole nei confronti dello stato. Oggi sembra che sia la criminalità a governare in questa città più che le istituzioni che appaiono deboli ed in ritirata. È ora di risvegliare l’ orgoglio stabiese contro questo sconcio e far partire una mobilitazione di tutte le persone per beneche non devono tenere la testa abbassata nei confronti dei clan".