«Magliette? Con Ocalan i Ds fecero molto peggio»

da Roma

C’è chi si è comportato peggio di Calderoli. Quello del vicepremier Gianfranco Fini ieri non è stato tanto un atto di difesa dell’ex collega leghista, ma un’accusa alla sinistra «i cui ministri in altri momenti hanno fatto cose ben peggiori. Ogni riferimento a Ocalan e all’ospitalità che fu data, dall’allora governo di centrosinistra, a un terrorista, perché tale era considerato dall’autorità turca, è puramente volontario», ha dichiarato Fini a Sky tg 24 pomeriggio.
È più grave ospitare un terrorista, ha chiarito quindi il ministro degli Esteri, che agire come ha fatto l’ex ministro: quella di Calderoli è stata «la sottovalutazione di un gesto che dal suo punto di vista voleva essere di identità leghista, ma che messa in atto da un ministro della Repubblica determinava le conseguenze che poi ci sono state». È più o meno il concetto espresso ieri mattina nell’audizione con il ministro Pisanu in parlamento. Ma sono state le dichiarazioni pomeridiane sull’ex leader curdo a scatenare un vespaio di polemiche, soprattutto dai Ds.
«Il governo dell’epoca non ospitò Ocalan», ha reagito il responsabile esteri della Quercia, Luciano Vecchi, che ricorda: «Quando Ocalan si presentò sul territorio italiano, d’accordo con le leggi italiane e i trattati internazionali sottoscritti dall’Italia fu immediatamente fermato perché inseguito da mandato d'arresto internazionale. Non fu consegnato alla Turchia perché, giustamente, la legislazione italiana non permette al consegna di ricercati a paesi che potrebbero applicare loro la pena di morte».
Secondo Vecchi si tratta di «falsità che hanno, come unica conseguenza, quella di coprire di ridicolo chi le afferma. È questa un’ulteriore conferma - contrattacca quindi - che per il prestigio internazionale dell’Italia occorre cambiare al più presto governo».
La vicenda Ocalan e il riferimento di Fini sembra far arrabbiare particolarmente i Ds perché anche il vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Umberto Ranieri, reagisce con durezza: «Nel tentativo di minimizzare la gravità del comportamento del senatore Calderoli, il ministro degli Esteri Gianfranco Fini, in una sua intervista, ricorre a una ricostruzione distorta e palesemente non veritiera della vicenda Ocalan e rovescia sul governo dell'epoca accuse gratuite e infondate».
La vicenda Ocalan «fu affrontata dal governo D'Alema nel pieno rispetto della legalità nazionale ed internazionale - sottolinea Ranieri - l'Italia fu l'unico Paese al mondo che eseguì l'ordine di cattura di Ocalan per fini di estradizione su mandato della magistratura tedesca. Farebbe quindi bene il ministro Fini a non indulgere a propagandismi pre elettorali».
La sinistra, aveva insistito il vicepremier nell’intervista, «non può dare lezioni» perché «dare ospitalità a dei terroristi non mi sembra sia un comportamento propriamente rispettoso».