Magna Carta, la riscossa dell’Occidente

Quando si citava la parola think tank la reazione dei politici fino a qualche anno fa oscillava tra il «che cos’è?» e il «non ce ne facciamo niente dei giochi di pensiero, ci servono i voti». Se il centrosinistra ha sempre usato i «pensatoi» come strumento del Principe, il centrodestra - storicamente refrattario alla collaborazione con la classe degli intellettuali - da qualche anno ha cambiato marcia e lo scambio di idee tra la politica e la cultura si è fatto più intenso e in certi casi davvero interessante. È certamente il caso della Fondazione Magna Carta che - ispirata da Marcello Pera e cresciuta sotto la direzione del professor Gaetano Quagliariello - è riuscita in pochi anni a imporsi all’attenzione di chi guarda con attenzione alla collaborazione tra politica e cultura. Con pochi fondi e molte idee Magna Carta oggi rappresenta un punto di riferimento per chi vuole arricchire la politica di idee importate dal mondo anglosassone e dalla tradizione dei conservatori liberali.
Distintasi nella battaglia per la difesa dell’Occidente e per la critica nei confronti di chi cerca l’accordo al ribasso con i tiranni e gli Stati canaglia - gli appeaser del Ventunesimo Secolo - Magna Carta ha cercato in questi anni di costruire un ponte tra l’Università e la politica, l’Accademia e il Palazzo. L’iniziativa della Summer School 2006 aveva quest’obiettivo e, a giudicare dalla soddisfazione degli allievi che a Frascati hanno partecipato alle lezioni, pare sia stato centrato. Cinquanta studenti selezionati hanno seguito le lezioni a porte chiuse e gli incontri pubblici organizzati dalla Fondazione. Professori italiani e stranieri - tra i quali Magdi Allam, George Weigel, Giuseppe De Vergottini, Fiamma Nirenstein, Salvatore Rebecchini Nicolò Zanon e Victor Zavslasky - ospiti politici di primo piano, saggisti ed esponenti importanti del conservatorismo-liberale hanno tracciato un panorama non rassicurante ma realista del mondo contemporaneo.
Una visione dei nostri tempi non chiusa nei confini italiani, ma globale. Di grandissimo interesse, in particolare, il discorso (e la discussione seguente) sull’Iran e la proliferazione nucleare tenuto da Efraim Inbar, direttore del Centro di Studi Strategici Begin-Sadat dell’Università di Bar-Ilan. Un dibattito reso interessante dagli interventi degli studenti che - al contrario di quanto avviene nei partiti - hanno mostrato di conoscere il problema e di avere una visione omogenea e coerente.
L’esperienza della Summer School sarà ripetuta e ampliata da Magna Carta anche per il 2007. Questa prima edizione è stata dedicata dagli studenti a Margaret Thatcher: i ragazzi hanno deciso con un piccolo referendum interno di tributare alla Lady di Ferro un omaggio quale punto di riferimento per i liberali. La Thatcher dunque «per il suo stile essenziale e decisionale con cui è stata capace di ridimensionare il welfare state britannico. Ma non solo, ammiriamo la Lady per la sua leadership ed il modo autorevole con cui ha saputo varare serie riforme fiscali, serie politiche liberali ed infine serie politiche di privatizzazione delle ormai decadenti industrie pubbliche. Le politiche thatcheriane hanno contribuito a rilanciare l’economia Britannica e noi tutti, giovani conservatori liberali, ci adopereremo per fare in modo che tali politiche possano essere varate anche in Italia, e dar così vita a una seria stagione di crescita, sviluppo e armonia sociale», si legge nella motivazione scritta dagli studenti che in questa edizione hanno preferito la Thatcher (dopo lunghe discussioni) a un’altra icona dei conservatori, il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan.
Il prossimo appuntamento della Fondazione Magna Carta ora sarà a Norcia, il 23-24 settembre, dove si discuterà di «Religione e spazio pubblico». Gli incontri di Norcia, dedicati al dialogo tra laici e cattolici, sono ormai un appuntamento fisso e in passato hanno riservato non poche sorprese. Nel 2005, infatti, il Pontefice inviò un suo messaggio autografo - fatto eccezionale - dove esponeva il suo pensiero sulla questione della laicità e il posto che deve avere la religione cattolica nella società contemporanea. L’incontro è organizzato in collaborazione con la Fondazione Sublacense Vita e Famiglia e la Fondazione Internazionale Giovanni Paolo II per il Magistero Sociale della Chiesa. La discussione della «due giorni» sarà introdotta dalle relazioni di Marcello Pera e di Sua Eminenza il Cardinale Carlo Caffarra. La scelta di Norcia non è casuale: la cittadina umbra fu il punto da cui San Benedetto partì per l’evangelizzazione dell’Europa, tema caro al cardinale Joseph Ratzinger oggi Papa Benedetto XVI.