Il magna magna di senatori & C.

(...) Ma se il progetto riuscisse ad essere calendarizzato, il sostegno bipartisan è certo: Teodoro Buontempo, la più ruspante delle anime di An, ne è ghiottissimo, lo insacca personalmente e lo fa assaggiare a tutti gli amici che vanno a trovarlo nel buen retiro di Carunchio, luogo del cuore di Teodoro.
Insieme a culatello e ventricina, ovviamente non può mancare il pane. «Nazionale e di alta qualità», secondo il leghista Massimo Polledri, deputato del collegio di Fiorenzuola d’Arda, o cotto «secondo le tecniche tradizionali», come vorrebbe Antonio Roundo, diessino del collegio di Galatina.
Poi, tocca ai primi. Dove la parte del leone la fanno le trofie al pesto ligure a denominazione di origine protetta, grazia a una battaglia condotta nella scorsa legislatura regionale dall’ex presidente della Liguria Sandro Biasotti. Ma anche i tortella di zucca che il margheritista Ruggero Ruggeri - eletto, ça van san dire, nel collegio di Mantova - vorrebbe tutelare per legge. E di cui riporta su carta intestata della Camera anche la ricetta originale: «S’at vò far di bon tortei, ti pò far coi salamei». E, a essere rigorosi, nonostante non abbia presentato disegni di legge ad hoc, anche il senatore ligure del collegio di Genova e Tigullio Gigi Grillo, presidente della commissione Trasporti e Comunicazioni di Palazzo Madama, è un paladino dei primi. Grillo è specialista nel cucinare delle strepitose paste con pomodoro, basilico, cipolla e origano del suo orto di Monterosso alle Cinque Terre: «Il segreto - spiega - è raccoglierle immediatamente prima di mettere la pentola sul fuoco».
Sui secondi, è passata alla storia la battaglia per la tutela della carne chianina, mentre un gruppo trasversale di parlamentari si batte per il tartufo. A guidare la squadra è Antonio Rositani di An e fra i suoi maggiori esponenti ci sono Guido Crosetto di Forza Italia e il sottosegretario azzurro alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti (peraltro appassionatissimo anche dei migliori salumi della sua Toscana, in primis la finocchiona).
E, alla frutta, incontriamo il limone verdella di Acireale, per cui si batte il deputato di An Basilio Catanoso (eletto, ovviamente, nel collegio di Acireale), dopo che nella scorsa legislatura il suo collega di gruppo Italo Bocchino ha lottato strenuamente per ottenere «Norme a tutela della mela annurca campana» che, fra parentesi, è veramente buona.
E nei bicchieri? Se i Verdi si battono da sempre per la purezza delle acque minerali, il nettare rosso si è conquistato la legge per le «strade del vino» e ora l’Azzurro Giorgio Galvagno lotta per le «terre italiane del vino», mentre il suo collega di gruppo Italico Perlini lotta per difendere il Cesanese. Al dessert, infine, ci pensa il diessino Giovanni Kessler che ha presentato una proposta «per la tutela della menzione tradizionale “Vino Santo”». Anche se il vino dolce superstar nei palazzi che contano è lo spezzino sciacchetrà: è il preferito da Silvio Berlusconi, da Pietro Lunardi, e dal governatore di Bankitalia Antonio Fazio. Il loro sommelier è ancora Gigi Grillo. Che non vede l’ora di servirlo dopo la sua straordinaria pasta con i sapori dell’orto.