Le magnifiche creature di Revelli di Beaumont

Cresce l’interesse per l’attività di Mario Revelli di Beaumont. Molti gli appassionati che dal 17 aprile fino a oggi hanno visitato la rassegna che il comune di Grugliasco, alle porte di Torino, ha voluto dedicare a questo grande stilista che ha disegnato tra gli anni Trenta e Quaranta alcune delle più belle carrozzerie, ed è considerato il padre delle monovolume, da lui trattato già nel 1932 con studi e progetti.
L’iniziativa, voluta dall’Automotoclub storico italiano, in collaborazione con il parco culturale Le Serre, è inserita nel calendario «Torino 2008 World Design Capital».
Alla rassegna di Grugliasco sono state esposte una quindicina di automobili, una motocicletta, un centinaio di figurini oltre alla famosa Alfa Romeo 6C 2500 SS Cabriolet Pinin Farina che il 26 e 27 aprile sul lago di Como, al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este, istituito nel 1929, ha ottenuto il primo Premio conferito dalla giuria nella categoria «Regine della strada».
Questa auto dal sangue blu ha un motore 6 cilindri in linea di 2.4 litri, che esprime una potenza di 110 cavalli a 4.800 giri al minuto. È alimentata da tre carburatori orizzontali monocorpo Weber. Un autentico capolavoro disegnato da Mario Revelli nel 1940. Nell’immediato anteguerra Touring fu la carrozzeria più prolifica, per lasciare poi lo scettro a Pininfarina che impresse un’evoluzione radicale della carrozzeria: i primi modelli avevano i parafanghi staccati dalla carrozzeria, poi diventarono corpo unico, ma ancora evidenti e separati da predellini, per finire con la fiancata lineare e dritta senza rigonfiamenti in corrispondenza delle ruote o meglio senza restringimenti dell’abitacolo.
L’Alfa Romeo 6C 2500 Pininfarina fu prodotta dal 1946 al ’53. Il conte Mario Revelli di Beaumont, nato a Roma nel 1907, ha vissuto gran parte della sua vita a Grugliasco. A soli 17 anni, quando ancora frequentava il Collegio militare di Napoli, collaborò con il fratello Gino alla progettazione della ciclistica di una motocicletta da corsa. Appena ventenne, presentò i primi figurini a Giovanni Farina ottenendone la fiducia per la vestizione di autotelai di pregio come le Isotta Fraschini e le Fiat 525 utilizzate per le cerimonie di Stato.
Dall’inizio del 1929 collaborò intensamente con la Sezione carrozzerie speciali della Fiat, come consulente della presidenza. In questa posizione è l’autore delle versioni più lussuose e sportive, come dei più modesti modelli di serie. Collaborò anche con la sezione aeronautica della Fiat. Sempre in quegli anni iniziò un rapporto con la Pininfarina, che si era costituita nel 1930, influenzandone la produzione con lo stile flamboyant di cui Revelli è caposcuola in Italia. Sul finire dell’attività come progettista, collabora al corso di progettazione dell’Art center design di Pasadena e della Scuola di design di Torino. Muore a Grugliasco il 29 maggio 1985 lasciando incompiuto lo Schedario mondiale dell’automobile.