Magnini: «Cerco qualcuno che mi batta E non ho pietà: chi si dopa è un ladro»

L’iridato: «Non sono in piena forma, ma gareggiare non mi stressa» In vasca anche la francese Manaudou

«Sommando le vasche nuotate in vita mia, ho fatto due volte il giro della Terra», racconta di sé Filippo Magnini. Affilato come può essere un bicampione del mondo dei 100 stile libero che si allena 5 ore al giorno, il pesarese sbarca a Milano, la città dell’Inter che lui ama e della moda che lo ha già portato in passerella. Vita pubblica da campione moderno ma la vetrina è importante perchè Magnini presenta la EA7 Swimming Cup, meeting ad alto contenuto di talento che domani e dopo farà di Milano l’ombelico del nuoto. Ospita le gare l’Harbour Club, in attesa che in città nasca il «polo dell’acqua» di cui si parla da troppo tempo. Biglietti da 10 euro (incasso in beneficenza) per ammirare pure Laure Manaudou, la giovin signora del nuoto mondiale, sette ori ai campionati francesi appena conclusi, a Milano iscritta ai 200 stile libero e ai 200 misti, contro la nostra Alessia Filippi. Ma anche Luca Marin, l’azzurro amato da Laure, contro il magiaro Cseh nei 400 misti e, domani, un 100 con Magnini, gli altri tre della staffetta d’argento ai mondiali 2007, Rosolino-Galenda-Calvi, poi Vismara e stranieri come l’Usa Lezak e lo svedese Nystrand. E la star è lui, Filippo, autodichiaratosi portabandiera del nuoto italiano, la cui preparazione è persino diventata oggetto di una tesi di laurea.
«Non sono al 100% - spiega Magnini, griffato Emporio Armani, che è anche sponsor del meeting - ma il confronto mi diverte, non è fatica, tensione, come per altri. Il fatto è che mi sto concentrando sui 200, che voglio nuotare ai campionati italiani. Anche a Pechino? Beh, innanzitutto sono il campione del mondo dei 100... Qui a Milano dovrò evitare di perdere troppi metri nella prima metà gara ma preferisco confrontarmi e perdere, visto che cerco sempre chi mi batta, piuttosto che restare a casa».
Mani avanti, il n.1 è lui, gli altri si sbattano per prenderlo. «Il francese Bernard ha appena nuotato i 100 in 48’’12 (2ª miglior prestazione di sempre eguagliata, ndr), come me? Non me lo aspettavo. Ma rispetto tutti senza temere nessuno. Come sta il nuoto italiano? C’è costanza di risultati e ci sono giovani di qualità, poi la differenza è nella testa. L’amore Manaudou-Marin? Non penso che Laure sia venuta in Italia per amore. Peccato che di Luca ci si ricordi solo per questa storia, gli auguro di tornare sui giornali per i successi in piscina. Il doping? Io sono senza pietà. Chi si dopa è un ladro». E via: Filippo ha da poco una Ducati in garage, dono di uno sponsor. Ma nel futuro d’oro vuole arrivare a bracciate.
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