Magnini-Filippi, l’oro è di casa e Rosolino danza anche in acqua

Super Pippo e Max dominano i 200 sl, Alessia i 400 misti. Bronzo per Bossini nei 200 rana. Nove medaglie per l’Italia

Benny Casadei Lucchi

Filippo e Max è come se avessero danzato. Ma non con le stelle dell’omonima trasmissione che ha traviato, così sostengono i puristi della vasca, il bel Rosolino. Il Filippo e il Max hanno danzato e ballato e dominato lungo gli otto avanti-e-indietro dei 200 stile libero di ieri, a Helsinki, giornata conclusiva degli europei. Campionati lampo in vasca corta, venticinque metri di acqua che ti danno giusto il tempo di rimbalzare di sponda come a biliardo, senza respiro, senza la possibilità di dispiegare con attenzione le proprie strategie e i molti tatticismi. Oro e argento il risultato di questo loro balletto perfetto che ha regalato al nuoto azzurro l’ottava e la nona medaglia della rassegna e a Max la numero cinquanta in carriera. Quattro podi in tutto ieri, visto che poco prima era toccato ad Alessia Filippi tingere d’azzurro il pomeriggio con oro e annesso record italiano nei 400 misti (4’31.58, 2’’ meglio del suo precedente primato tricolore), e a Paolo Bossini centrare un bronzo nei 200 rana (2’07.13) nella gara vinta dall’ungherese Gyurta, che forse non l’ha reso l’uomo più felice di sempre ma, come si dice al bar, è sempre meglio di niente. Tanto più se farcita da record nazionale (Pellegrini quinta nei 200 sl).
A dividere i ballerini in vasca dei 200, oltre a un secondo di distacco (1’42.54 il tempo di Magnini, record italiano), c’era il fiatone: quasi inesistente in Filippo, accennato in Rosolino. Più che gli anni (24 il pesarese, 28 il napoletano) a sentirsi sono state le ore che il biondo campione olimpico di Sydney ha dedicato al ballo. Lo sottolinea lo stesso Magnini, da un paio di anni suo compagno di allenamento sotto gli occhi vigili del tecnico, Claudio Rossetto: «Ci fa bene prepararci assieme; lui ha avuto la parentesi di “Ballando con le stelle” e per questo è arrivato qui più stanco. Ma ora ha tutto il tempo per allenarsi in vista di Melbourne, a marzo. E, comunque, insieme abbiamo dato spettacolo». «In effetti - spiega Max - anche questo è stato come un allenamento in vista dei mondiali, un allenamento sotto riflettori, davanti a tutti... Se non altro, ho raggiunto un piccolo obiettivo: quello delle 50 medaglie in carriera». Per non dire della soddisfazione nel verificare che, danze stellari o meno, può ancora giocarsela con il campione del mondo ed europeo in carica dei 100 sl vasca lunga. Campione ingordo quest’ultimo, visto che subito dopo la premiazione apparecchiava già la tavola delle ambizioni: «Questo è il mio terzo titolo europeo di fila nei 200 vasca corta. Insomma, do fastidio. E, soprattutto, vuol dire che sto imparando i 200... ora vediamo di proseguire anche in vasca lunga, benché non sia ancora sicuro di portarli a Melbourne». Quindi svela un segreto: «Stavolta non ho fatto il bambino cattivo: il mio allenatore aveva detto di partire piano e anche se mi sentivo benissimo l’ho fatto. E alla fine è stata una gara piuttosto facile». Un’altra vittoria di testa.
Come per Alessia Filippi, che ha illuminato e dominato nei 400 misti. «Più che il tempo realizzato, più del record italiano, per me conta aver sconfitto la tensione. Ero molto nervosa prima del via, perché so che in vasca corta le mie qualità ancora non si esprimono al meglio. Anche per questo è stato un test importante in vista dei mondiali di marzo e di Pechino 2008». Unico rammarico? «La medaglia, me la godo ora e domani, poi, come sempre, la regalerò a papà».