Magnini: «Pronto al bis per zittire chi mi snobba»

«Solo Popov e Biondi sono riusciti a vincere per due volte i mondiali»

nostro inviato a Melbourne

Magnini, parte il mondiale, lei è campione in carica dei 100 stile libero, ma in Australia la snobbano un po’. Fanno bene?
«Suvvia, non esageriamo. Mi snobbano? Per due allenatori che non mi mettono nel pronostico, altri 60 potrebbero pensarla diversamente».
Schoeman, il sudafricano, ha detto che lei non è umile...
«Gli darò la risposta in acqua. Magari nella finale. Se lo pensa mi spiace. Io lo rispetto, non polemizzo. Tanti pensano, invece, che io sono il più umile del mondo. Forse gli fa stizza aver perso due volte contro di me».
Ma lei è più o meno forte rispetto a Montreal?
«Mi sento più forte perché ho imparato qualcosa. Ho vinto gli europei di quest’estate senza star bene. Agli europei in vasca corta di Helsinki ho tirato fuori il carattere per vincere. Sono più forte mentalmente. Fisicamente vedremo».
Più forte per crescere ancora come campione? O siamo ai limiti?
«Il limite prima o poi arriva, se parliamo dei tempi. Se invece parliamo di limite mentale, della fatica, del miglioramento degli errori, credo di poter crescere».
Limite dei tempi, significa record del mondo?
«Appunto, mi piacerebbe arrivarci. Credo di essere pronto per andare sotto i 48”. Ma tra un record e una vittoria, scelgo sempre la vittoria».
Si parla di record dei 100 e spunta Van Den Hoogenband, l’unico ad essere sceso sotto i 48 secondi. Insegue un oro mondiale: ce la farà nei 100m?
«Sarebbe offensivo se escludessi dal pronostico uno che conquista due olimpiadi. Vdh va rispettato».
Se Magnini vince è un trionfo. E se non vince?
«Non bisogna essere troppo avidi e dire: se vinco tutto bene, sennò è uno schifo. Discorsi che non hanno fatto neppure Popov o Van den Hoogenband: dopo gli ori, hanno apprezzato anche argenti e bronzi. Fino a due anni fa nessun italiano aveva conquistato il mondiale. Ricordiamolo! Vincere una medaglia non sarà mai una delusione. Fino a due anni fa sarebbe stata gioia».
E se non vincesse una medaglia?
«Allora sarebbe deludente. Però dipende: se non vinco perché scivolo o perché faccio 47”30 ed arrivo secondo? Lo sport è gioia quando vinci e quando perdi. Se uno diventa schiavo, non si diverte più».
I 100 metri continuano ad essere belli? Ad avere fascino?
«Sono belli perché è la gara che chiunque può fare. Io li faccio perché sono bravo. C’è un parterre di atleti invidiabile, sempre ricambio. Come i 100 nell’atletica».
Popov non ha dimenticato Magnini nei suoi pronostici. Almeno lui non snobba...
«E allora vincerò anche per le persone che pensano come Popov, che se ne intende ed è un campione del nuoto e della vita. Eppoi guardiamo il calcolo delle probabilità: nella storia dei 100 stile libero solo due atleti, Popov e Matt Biondi, hanno vinto due mondiali. Ci sta la possibilità di non raddoppiare».
Intanto Magnini ha onorato il titolo di campione. Ha vinto europei in vasca lunga e corta. Soddisfatto?
«Non è andata male, ho vinto medaglie dappertutto. A Budapest stavo male alla spalla, al braccio. Mai capitato. È stato il primo anno che mi sono allenato senza gioia».
Poi l’ha ritrovata?
«L’ho ritrovata e ad Helsinki, europei in vasca corta, ho fatto la gara più bella dopo Montreal».
Qui sarà di nuovo Magnini contro tutti...
«Sto bene ed ho voglia di gareggiare. Quando la testa va così, di solito faccio belle cose. In certe situazioni gli italiani devono imparare dagli stranieri: si allenano e non hanno mai la faccia triste. Invece noi, prima di un allenamento, sembriamo pronti ad essere fucilati».