Magnus

XI secolo. Magnus (si pronuncia con la «g» dura) era figlio di Erling, uno di due fratelli gemelli che erano signori delle isole Orcadi. Si trattava di una dinastia di pirati vikinghi che, una scorreria dopo l'altra, era riuscita a impadronirsi delle isole suddette, e anche Magnus aveva fatto la sua parte prima di convertirsi al cristianesimo. Suo cugino Haakon, figlio dell'altro gemello, tramava alla corte norvegese e riuscì a organizzare una serie di incursioni sulle coste scozzesi e inglesi. Magnus fu costretto dal re di Norvegia a prendervi parte. Nei pressi di Anglesey la flotta vikinga si scontrò con quella gallese-inglese. Magnus, preso da crisi religiosa, rifiutò di combattere e fu messo ai ferri. Nel bel mezzo della mischia si era seduto sul ponte a cantare i Salmi, perché - diceva - non aveva intenzione di portare le armi contro chi non gli aveva fatto alcun male. Riuscì a fuggire in Scozia, dove si diede alla penitenza. Ne approfittò il cugino per togliergli le Orcadi. I fedelissimi convinsero Magnus a scendere in guerra per rivendicare il suo diritto. I due eserciti erano già l'uno davanti all'altro quando Haakon propose una tregua. L'incontro per risolvere pacificamente la disputa era previsto nell'isoletta di Egilsay: Magnus e Haakon si sarebbero presentati con pochi uomini dei rispettivi seguiti e senza armi. Così fu fatto ma, al momento giusto, Magnus e i suoi vennero accerchiati a tradimento e trucidati. Pare che, palesatosi l'inganno e vista preclusa ogni via di fuga, Magnus non abbia nemmeno cercato di difendersi e sia morto perdonando. L'anno era forse il 1116.