Il mago Hiddink fa grande anche la Russia

Ritrovato Arshavin, spazza via la Svezia troppo rinunciataria con Ibra a mezzo servizio. Sabato nei quarti affronterà l'Olanda

Una regola non scritta del calcio dice che, quando si gioca per il pareggio, nove volte su dieci, quella partita la si perde. Nella circostanza, chiedere istruzioni alla Svezia che, forte di due risultati utili su tre, non ha saputo domare e imbrigliare le folate russe ed esce da questo torneo con le ossa rotte: la sola vittoria contro la Grecia e le due sconfitte con Russia e Spagna, sono ben poca cosa rispetto a quanto ci si aspettava da Ibrahimovic e compagni all’inizio dell’avventura europea. Unico alibi per il ct svedese Lagerback, un Ibrahimovic a mezzo servizio e la perdita cammin facendo dell’esterno Wilhelmsson, l’unico, insieme a Ibra, in grado di accendere il gioco svedese.

La Russia doveva vincere e l’ha fatto con un primo tempo tutto pepe e una ripresa fatta di tanta attenzione in difesa condita da veloci ripartenze. Dimenticato lo sciagurato esordio contro la Spagna, Guus Hiddink ha saputo cambiare volto alla sua Russia, puntando molto sul dinamismo di Pavlyuchenko e Arshavin e sulle incursioni dei vari Anyukov e Zyryanov, asse letale nel vantaggio russo al 23’ del primo tempo. Fino a quel momento l’indemoniato Pavlyuchenko aveva provato in tutte le maniere a mettere paura a Isaksson: di testa, di piede, con un beffardo tiro-cross, diciamocelo più casuale che cercato. A metà del primo tempo l’azione che cambia la partita: la Russia ruba palla sulla trequarti e dalla destra parte in contropiede con Anyukov che serve all’attaccante dello Spartak Mosca un rigore in corsa che chiede solo di essere spedito alle spalle di Isaksson.

Dopo cinque minuti del secondo tempo la mazzata finale: il contropiede fulmineo di Arshavin inchioda la Svezia alle proprie responsabilità. Una Svezia che ieri sera ha messo in bella mostra tutti i suoi limiti: Ljungberg non è più l’incursore dei bei tempi dell’Arsenal, Ibrahimovic, tormentato dal problema al ginocchio dall’inizio della competizione, fatica ad accennare anche lo scatto più breve, e per Larsson, sua l’unica fiammata svedese con la traversa su colpo di testa, i problemi sono più anagrafici che di volontà e impegno.

Ora la Russia incontrerà sabato sera l’Olanda, bestia nera del gruppo C, che noi tutti conosciamo. Ma adesso che la squadra di Hiddink ha preso gusto a vincere, sono tutti avvisati. Van Basten compreso.