Il mago ritorna al (suo) passato per dare un futuro alle lucciole

Marco Belelli protagonista al congresso radicale torna a lottare per l’abolizione della legge Merlin

(...) Il nome di Marco Belelli - conte, dottore, Amleto, Otelma, mago dell’anno 1996 e qualsivoglia altro alias - torna a scuotere un congresso radicale, il IV congresso per la precisione, quello che si sta svolgendo a Padova e che chiuderà domani. Lui, anzi loro, visto che il dottor Belelli in pubblico ama farsi dell’«essi», hanno infatti presentato una mozione da far approvare all’intero movimento radicale nel corso del congresso.
Loro, sempre il Divino e il suo contenente umano messi assieme, hanno anzi dato vita a un processo di ringiovanimento di straordinario impatto. I contenuti della mozione - sulla cui sorte peraltro non è stato emesso un vaticinio, probabilmente per non mischiare il sacro col profano - richiamano infatti una delle precedenti vite del dottor Belelli. In particolare quella del giovane radicale, che aveva appena abbandonato le spoglie del Belelli missino e financo del Belelli democristiano. E che dopo uno slancio di ammirazione per Marco Pannella, aveva addirittura fondato un suo movimento politico, l’«Europa 2000» con il quale si era anche presentato agli elettori (non serve un mago per sapere come andò a finire nel 1992 a chi non riuscì ad aggiungere il titolo di «onorevole» alla sua collezione). Ecco, appunto. In quella sua vita radicale, già allora c’era un obiettivo che il dottor Marco Amleto Belelli si era prefissato di raggiungere scendendo nel volgare agone della politica. L’abolizione della Legge Merlin era fin dal 1991 uno sei suoi chiodi, più fissi degli aguzzi anelli che porta alle dita. Una questione di stretta competenza del Divino, non foss’altro che per la coincidenza temporale delle origini del problema e della prima vita di Otelma. Deciso a non far coincidere anche la sua ultima reincarnazione con la fine della prostituzione, il dottor Belelli ha infatti riproposto la battaglia per «l’abolizione della famigerata legge Merlin e la legalizzazione della prostituzione di ogni sesso in campo nazionale» come il secondo punto della mozione programmatica da far approvare al congresso radicale.
Il Divino è riuscito poi a leggere nel suo stesso passato, cogliendo un secondo concetto che il tempo sembrava aver sepolto nel cimitero dei programmi politici. Secondo il punto 3 della mozione, infatti, i Radicali italiani dovrebbero impegnarsi per «l’abolizione delle misure discriminatorie nei riguardi della categoria del paranormale, che uno Stato laico dovrebbe tutelare al pari delle altre espressioni di libertà religiosa». La mozione non dimentica naturalmente anche concetti rapportati all’evoluzione spazio-temporale compiuta dal Divino, che oggi intende battersi anche per l’abolizione dei privilegi della «Casta» dei politici come per le «quote rosa» nelle varie elezioni, per la revisione dell’accogliento della Turchia nell’Unione Europea come per l’integrazione etnica degli immigrati.
Il congresso di Padova restituisce insomma a Genova, alla contea di Quistello che gli ha dato per discendenza diretta il titolo nobiliare, e all’Italia intera, un Marco Amleto Otelma Belelli in formato politico. Restituisce il mago alla sua prima passione. Restituisce ai Radicali un vecchio (pardon, un rinato) combattente per gli ideali. Sugli esiti della nuova vita politica è impossibile per noi umani azzardare qualsiasi previsione. Lui, cioè loro, Amleto e Otelma, sapranno invece già tutto. Ma è meglio chiederglielo, anzi, chiederlo loro, domani sera, alla chiusura del congresso.