La magra consolazione di Parmalat in Borsa

Sono uno dei possessori dei bond Parmalat coinvolti nel fallimento di fine 2003; ho alcune osservazioni da fare. Non condivido l’euforia per il ritorno in borsa della “nuova” Parmalat: ho appreso che l’avvio delle quotazioni a Milano è stato accompagnato dalla colonna sonora di “Star Wars” o di un film simile, quest’atteggiamento è poco dignitoso e per nulla rispettoso dei tanti risparmiatori truffati. Invece di criticare oggi il Governatore della Banca d’Italia, Fazio, per aspetti formali sulle scalate bancarie lo si doveva fare all’epoca quando nulla fu compiuto per vigilare sulle irregolarità di Parmalat. Ho letto che molti ex-obbligazionisti sono riusciti a recuperare qualcosa (sempre poco, ma meglio di nulla) vendendo le nuove azioni ricevute nel momento di boom delle prime ore del collocamento; ad oggi, la mia banca, non è stata neanche in grado di dirmi quante azioni mi sono state assegnate; dopo il danno anche la beffa. E poi si dice che gli investitori non si fidano più ad investire in Borsa; se questo è lo stato di fatto quale fiducia potranno mai avere in futuro delle banche e degli organi preposti a controllarne la correttezza?