Mahasweta Devi, l’India dietro il corsetto

Mahasweta Devi è considerata la più importante scrittrice indiana contemporanea in lingua bengali. Il suo ultimo libro pubblicato in Italia, pochi mesi fa, si intitola La trilogia del seno (ed. Filema, pagg. 180, euro 12) e raccoglie tre racconti che narrano le vicende di tre donne e del loro seno. Nel primo racconto - «Draupadi» - una guerrigliera catturata dall’esercito governativo e violentata da soldati e ufficiali mentre è prigioniera, compie alla fine un gesto di rivincita sconcertante per i suoi aguzzini. «Colei che dà di seno» è la storia di Jashoda, una donna costretta per mantenere la sua famiglia a vendere il seno e a diventare una madre professionista, tradita e abbandonata da tutti morirà di cancro in solitudine. «Dietro il corsetto», infine, è la storia di Gangor, una lavoratrice itinerante con un seno bellissimo, oggetto di ammirazione da parte di un fotografo che renderà l’oggetto-seno famoso, scatenando una catena di violenze. Riconosciuta come la più grande scrittrice indiana in lingua bengali, Mahasweta Devi, ormai ottantenne, vive nel Bengala occidentale e dalla fine degli anni Sessanta si batte per il rispetto economico, politico e sociale delle comunità tribali. Di lei in Italia sono stati pubblicati La Cattura (Theoria, 1966) e La preda (Einaudi, 2004). Questo suo ultimo La trilogia del seno contiene anche tre saggi di Gayatri C. Spivak, docente di letteratura comparata alla Columbia University a New York, critica femminista post-coloniale che ha tradotto dal bengali all’inglese alcune opere della Devi.